L'INTERVISTA

Spada guarda avanti e rilancia: “Nel 2019 debutto di Eolo al Sud”

All’indomani della revoca degli arresti domiciliari, l’Ad dell’operatore delinea le strategie per l’anno che verrà: “Pronti a diventare operatore nazionale del fixed wireless”. In cantiere 70 assunzioni. Previste revenues al rialzo

Pubblicato il 05 Dic 2018

AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
Spada guarda avanti e rilancia: “Nel 2019 debutto di Eolo al Sud”

L’inchiesta Eolo si è chiusa a fine 2021 con l’archiviazione di tutte le accuse a carico di Luca Spada. A settembre 2019 la pm Francesca Parola ha ottenuto l’archiviazione per l’accusa di turbata libertà dell’industria e del commercio. A dicembre 2021 il gip Piera Bossi nell’accogliere la richiesta del pm Ciro Caramone, ha fatto cadere anche gli ultimi due capi di imputazione (furto e truffa) contestati all’imprenditore.

Luca Spada guarda avanti e rilancia sulla mission “sociale” di Eolo ovvero portare connettività ultraveloce nelle aree afflitte da speed e digital divide. Le vicende giudiziarie che lo vedono protagonista – il manager è accusato di presunti illeciti commessi dalla società nell’aver utilizzato oltre due anni fa frequenze non ancora assegnate – non hanno modificato per nulla le mosse chiave previste per il 2019 dall’operatore fixed-wireless.

Spada delinea a CorCom la strategia per l’anno che verrà, ribadendo al contempo la sua fiducia nella magistratura.  “Le accuse che mi sono state mosse sono prive di fondamento – spiega – Le onde radio non si possono ‘rubare’, lo spettro non può essere deteriorato da trasmissioni radio e non c’è stato alcun danno per lo Stato. Confido comunque nel lavoro della Giustizia: voglio interpretare la revoca ai domiciliari come un segnale nella giusta direzione”.

Eolo va avanti dunque. Quali saranno le prossime azioni strategiche?

Continueremo a lavorare sull’implementazione della nostra rete a 100 mega fixed-wireless – EoloWaveG – sfruttando le frequenze a 28 Ghz che sono quelle più vicine al 5G e dunque in grado di portare connettività ultraveloce nei cluster C e D ovvero nelle aree bianche, in stretta collaborazione con Open Fiber che sta costruendo la “rete pubblica”.

Una mission “sociale” quella di Eolo…

La nostra mission è fortemente legata al piano nazionale per lo sviluppo della banda ultralarga che prevede di collegare il 20% delle unità immobiliari con la tecnologia fixed wireless nelle zone remote. Motivo per cui ci sentiamo investiti di una responsabilità importante strettamente legata allo sviluppo economico del Paese e dell’inclusione dei cittadini. In Italia rimane infatti troppo ampio il gap tra chi ha effettivamente accesso a una buona banda larga aziendale e chi invece ha una connessione lenta, poco funzionale o addirittura non ha accesso alla rete. In particolare solo il 2% dei numeri civici nei distretti industriali è raggiunto da fibra ottica, appena il 26,3% può avere la banda ultralarga e addirittura il 7,7% non è coperto neppure da Adsl. È chiaro che in questo scenario serve un forte intervento del pubblico.

Ovvero?

Eolo ha messo sul piatto 300 milioni di euro per il roll out della rete a 100 mega e collega in fibra le torri dove può ma nelle zone remote dove tali rilegamenti non sono disponibili, è necessario un intervento del pubblico. Di qui la nostra collaborazione con Open Fiber che opera principalmente nei cluster C e D e che ci mette a disposizione la fibra.

Eolo non è ancora un operatore “nazionale”: è attivo al Centro Nord ma al Sud non è presente. C’è l’intenzione di muoversi verso il Mezzogiorno?

E’ una priorità del 2019. L’obiettivo è di estendere la rete nelle sei regioni del Sud già dal prossimo anno attraverso l’installazione di 600 nuovi siti. Ad oggi la rete di Eolo copre 5.900 comuni in 14 regioni e circa 10.000 km di fibra ottica attivi. Il nostro progetto per il Sud contribuirà ad espandere una rete che è in grado di portare valore non solo agli utenti consumer ma anche alle imprese – in particolare alle Pmi – abilitandole ad operare nel territorio in cui risiedono con performance adeguate e con attenzione alla continuità di esercizio.

Sono previste assunzioni?

Attualmente lavorano in Eolo 400 persone e abbiamo in cantiere l’assunzione di 70 persone anche per governare l’espansione a Sud.

Quali sono le stime sui conti?

Nei prossimi tre anni puntiamo a raddoppiare i ricavi totali, passando dai 100 milioni attuali a 200 milioni mentre per fine anno ci aspettiamo una crescita del 30% a fronte di un +28% registrato nel primo semestre.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x