Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Ericsson: capacità di rete mobile, le piccole celle non sono la panacea

L’uso selvaggio di micro e pico-celle per la gestione di grandi carichi di traffico rischia di essere antieconomico. Il potenziamento deve prima passare dall’ottimizzazione dell’infrastruttura macro

30 Nov 2011

Le piccole celle, sempre più usate dalle telco per gestire i
carichi di traffico sulle reti mobili, non sono la panacea. Secondo
Ericsson, “inondare” i network con migliaia di piccole celle è
un sistema inutile e anche costoso per incrementare la capacità.
Il colosso svedese delle infrastrutture di rete, sentito oggi dal
sito Total Telecom, pensa invece che per potenziare la capacità
gli operatori mobili dovrebbero concentrarsi sull’ottimizzazione
della loro infrastruttura di rete macro, prima di imbarcarsi in
implementazioni su larga scala delle pico e micro-celle.

“Gli operatori devono studiare le loro infrastrutture macro, e
solo successivamente potenziare i siti con uno strato di piccole
celle, che devono comunque essere in un numero proporzionato
rispetto a quello dei siti macro”, afferma Magnus Ewerbring, vice
president e capo della mobile broadband division di Ericsson.
"Inutile inondare un’area con migliaia di piccole
celle”.

Ewerbring porta l’esempio del distretto di Shinjuku a Tokyo, in
Giappone, un’area di 1,5 km quadrati dove si concentrano aziende
e una stazione ferroviaria molto frequentata: qui 16 stazioni base
macro sono state potenziate con circa 20 siti indoor per fornire
capacità mobile sufficiente per 3,5 milioni di persone che
transitano o lavorano a Shinjuku ogni giorno.

Ewerbring spiega che è più efficace e meno costoso per gli
operatori aumentare le prestazioni delle loro reti macro, per
esempio collegando altri carrier alle loro stazioni base, piuttosto
che costruire un’estesa rete di siti con pico e micro-celle. Uno
dei motivi è che agli operatori costa di più affittare, costruire
e collegare siti nuovi che ottimizzare quelli esistenti.

Ci sono inoltre da considerare i costi di manutenzione: "Il
costo di recarsi sul sito e riparare una delle migliaia di piccole
celle ogni volta che si verifica un problema, fa schizzare
l’Opex”, mette in guardia il top manager Ericsson. Ewerbring
chiarisce: Ericsson non è contraria alle piccole celle. Ma vanno
implementate all’interno di una strategia ragionata.