I DATI FINANZIARI

Ericsson, Ekholm: “Nel 2024 calo del mercato, rigorosa gestione dei conti”

Nonostante i risultati oltre le attese messi a segno nell’ultimo trimestre 2023 la società svedese annuncia un’annata difficile per il business fuori dalla Cina e resta concentrata sull’efficienza operativa. Il ceo: “Siamo fiduciosi nella nostra strategia e ci impegniamo a creare valore a lungo termine per gli azionisti”. Dal 1° aprile Lars Sandström assume il ruolo di Chief Financial Officer

Pubblicato il 23 Gen 2024

Patrizia Licata

ekholm

È stato un 2023 di sfide quello del colosso svedese delle attrezzature di rete Ericsson: i dati finanziari dello scorso anno mostrano una perdita netta di 26,1 miliardi di corone, pari a 2,3 miliardi di euro, a causa del deprezzamento nei suoi conti dell’americana Vonage e degli oneri di ristrutturazione. Il dato si confronta con l’utile di 19 miliardi di corone del 2022.

In calo anche le vendite (adjusted per unità comparabili e valuta) a -10%, per l’impatto del -15% registrato dalla divisione Reti (Networks) e solo in parte bilanciato dalla crescita del +11% nella divisione Enterprise. Le vendite reported valgono 263,4 miliardi di corone (271,5 miliardi nel 2022).

Il Ceo Borje Ekholm ha chiarito però che l’azienda ha continuato nel suo impegno di esecuzione della strategia per “rafforzare la leadership nelle reti mobili” e far crescere l’attività aziendale e ha sottolineato i miglioramenti del quarto trimestre: “Abbiamo concluso il 2023 con un margine Ebita del quarto trimestre dell’11,4% e uno storico contratto di 14 miliardi di dollari a 5 anni”. Il Ceo ha indicato ancora: “Nonostante le avversità e un mercato delle reti mobili molto debole, siamo stati in grado di generare un Ebita per l’intero anno di 21,4 miliardi di corone”. Tuttavia, “Anche se le azioni che abbiamo intrapreso per migliorare le prestazioni stanno dando i loro frutti, non siamo soddisfatti della nostra redditività e c’è ancora da lavorare. Guardando al 2024, ci aspettiamo che il mercato al di fuori della Cina diminuisca ulteriormente, con incertezze simili a quelle sperimentate nel 2023. In questo contesto, rimaniamo concentrati sulla gestione degli elementi sotto il nostro controllo, tra cui l’efficienza operativa e la stretta gestione dei costi. Siamo fiduciosi nella nostra strategia e ci impegniamo a creare valore a lungo termine per i nostri azionisti”.

Separatamente, Ericsson ha annunciato la nomina di Lars Sandström come nuovo Chief financial officer, Senior vice president e Head of group Function finance. Sandström sostituirà Carl Mellander, la cui uscita era stata annunciata già ad aprile 2023. Sandström assumerà il suo ruolo a partire dal 1° aprile 2024.

Il 2023 un anno di sfide per Ericsson

Nel full year 2023 l’utile lordo esclusi i costi di ristrutturazione vale 104,4 miliardi di corone (113,5 miliardi nel 2022), soprattutto grazie alla divisione Reti. Il margine lordo esclusi i costi di ristrutturazione è del 39,6% (41,8% nel 2022). L’utile lordo reported è di 101,6 miliardi di corone (113,3 miliardi nel 2022) con un margine lordo del 38,6% (41,7% nel 2022).

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L’Ebita esclusi i costi di ristrutturazione ammonta a 21,4 miliardi di corone (29,5 miliardi nel 2022) con un margine dell’8,1% (10,9% nel 2022). L’Ebita (con i costi di ristrutturazione) è di 14,9 miliardi di corone (29,1 miliardi nel 2022) con un margine del 5,7% (10,7%). L’Ebit reported è di -20,3 miliardi di corone (27 miliardi nel 2022) impattato dalla svalutazione di -31,9 miliardi contabilizzati nel terzo trimestre di Vonage.  

L’utile netto (perdita) è di -26,1 miliardi di corone (19,1 miliardi nel 2022). L’Eps diluted è di -7,94 corone (5,62 nel 2022), anche qui per l’impatto della svalutazione di Vonage e dei costi di ristrutturazione.

Il flusso di cassa libero prima dell’M&A è di -1,1 miliardi di corone (22,2 miliardi nel 2022). Il contante netto è di 7,8 miliardi di corone alle fine del 2023 (23,2 miliardi alla fine del 2022).

Il cda proporrà un dividendo per il 2023 di 2,70 corone per azione come nel 2022.

Nel quarto trimestre segnali di miglioramento

Più solidi i risultati del quarto trimestre, “risultato di un’esecuzione mirata e di una maggiore resilienza”, ha evidenziato Ekholm. “Mentre le vendite del gruppo sono diminuite organicamente del -17% su base annua, l’Ebita ha raggiunto 8,2 miliardi di corone con un margine Ebita dell’11,4%. Grazie a una forte attenzione alla redditività, siamo stati in grado di fornire un margine lordo del 41,1%, un aumento su base annua tenendo conto dell’elemento retroattivo dei ricavi dei diritti di proprietà intellettuale nel quarto trimestre del 2022″, ha detto il Ceo.

Nel quarto trimestre 2023 le vendite della divisione Reti sono diminuite organicamente del -23% su base annua, spiega ancora il Ceo di Ericsson, “perché i clienti hanno continuato a concentrarsi sul flusso di cassa. Le vendite in India sono diminuite su base trimestrale quando il mercato ha iniziato la sua transizione verso livelli di investimento normalizzati dopo un ritmo di roll-out senza precedenti. Il margine lordo del quarto trimestre è cresciuto su base trimestrale arrivando al 43,2%”.

In Cloud Software and services, indica Ekholm, Ericsson ha raggiunto l’obiettivo di Ebita, ovvero almeno il pareggio nel 2023 con un Ebita di 2 miliardi di corone nel quarto trimestre e 1,7 miliardi per l’intero anno.

Le vendite Enterprise sono cresciute del 7% organicamente su base annua principalmente guidate da Enterprise wireless solutions. L’Ebita (perdita) è stabile su base annua, influenzato negativamente da una cancellazione dell’inventario in Enterprise wireless solutions. Il flusso di cassa libero è tornato a livelli solidi a un valore di 12,5 miliardi di corone (prima dell’M&A) negli ultimi tre mesi del 2023: “Puntiamo a tornare al nostro obiettivo a lungo termine di flusso di cassa libero prima dell’M&A del 9-12% delle vendite nette il prima possibile”, ha dichiarato Ekholm.

La strategia: reti mobili, 5G e soluzioni Enterprise

“Il nostro primo pilastro strategico è quello di migliorare ulteriormente la nostra leadership nelle reti mobili. La leadership tecnologica è fondamentale per la nostra strategia, consentendo ai clienti di costruire reti ad alte prestazioni, programmabili e aperte per offrire un’esperienza cliente superiore, massimizzare il ritorno sull’investimento (Roi) e accelerare l’innovazione aziendale. Con la nostra tecnologia all’avanguardia, i clienti possono ridurre il loro costo totale di proprietà, ridurre la spesa non strategica e invece reindirizzare una parte maggiore del capex all’infrastruttura di rete che genera entrate, consentendo una modernizzazione accelerata della rete, come dimostra il contratto record che ci siamo assicurati nel quarto trimestre”, ha commentato Ekholm.

“Con il nostro secondo pilastro strategico, l’espansione in Enterprise, miriamo a creare nuove opportunità di monetizzazione per i nostri clienti. Molti operatori lottano per ottenere un sano Roi con gli attuali modelli di monetizzazione. Offrendo Api di rete a sviluppatori e imprese, consentiamo nuovi flussi di entrate per gli operatori e nuove applicazioni che sfruttano le capacità di rete. Inoltre, le offerte di Enterprise wireless wolutions espandono il mercato della tecnologia mobile ad alte prestazioni in azienda”.

Prosegue il Ceo: “L’industria delle reti mobili rimane impegnativa. Ci aspettiamo che le attuali incertezze del mercato prevalgano nel 2024 con un ulteriore declino del mercato Ran al di fuori della Cina, poiché i nostri clienti rimangono cauti e il ritmo degli investimenti si sta normalizzando in India. Il nuovo contratto statunitense inizierà a entrare nel vivo nella seconda metà del 2024″.

“La domanda legata al crescente traffico dati e al 5G solo si sta appena sviluppando e richiederà ulteriori investimenti di rete. A nostro avviso, gli attuali livelli di investimento sono insostenibilmente bassi per molti operatori. Siamo quindi fiduciosi che si materializzi una ripresa del mercato. Ma ciò è nelle mani dei nostri clienti. Per noi è fondamentale guidare l’avanzamento della tecnologia concentrandoci sull’efficienza operativa, per assicurarci di essere ben posizionati quando il mercato si riprenderà. Il nostro forte portafoglio di diritti di proprietà intellettuale con oltre 60.000 brevetti ci dà grandi opportunità per far crescere le nostre entrate di licenza, con una continua enfasi sul garantire che il pieno valore sia riconosciuto in tutti i contratti”.

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