IL CASO

Ericsson, il board fa quadrato attorno al Ekholm. Ma il dossier Iraq non è chiuso

Il top management della società sotto accusa per non aver comunicato al Governo americano le condotte “borderline” nel Paese. Il 10% dei soci ha votato contro l’esonero di responsabilità per il 2021

30 Mar 2022

Domenico Aliperto

Ericsson HQ, Kista
Ericsson HQ. Architect: Wingårdhs Arkitektkontor

L’amministratore delegato di Ericsson Borje Ekholm e il consiglio di amministrazione sono stati confermati alla guida del gruppo, ma il 10% dei soci ha votato contro l’esonero di responsabilità del top management per il 2021, anno in cui si sarebbe registrata una condotta sanzionabile. Sotto accusa c’è la gestione da parte di Ericsson di alcune operazioni in Iraq che secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti violerebbero un accordo di azione penale differita del 2019 per la mancata segnalazione alle autorità statunitensi di potenziali comportamenti scorretti scoperti in loco.

Il rischio di una pesante multa ha fatto infuriare alcuni degli investitori, che non avevano ricevuto alcuna informazione sull’indagine della società fino a quando i media non ne hanno parlato, all’inizio di quest’anno.

I possibili guai giudiziari

Ieri all’assemblea generale annuale del gruppo, gli azionisti che rappresentano oltre il 10% delle azioni Ericsson hanno votato contro l’esonero dei membri del consiglio di amministrazione dalla responsabilità per l’anno precedente. Secondo Reuters, Cevian – che possiede poco meno del 5% delle azioni di Ericsson – ha detto di aver votato contro l’esonero dei membri del consiglio di amministrazione dalle loro responsabilità perché non disponeva di informazioni sufficienti per fare altrimenti, pur sostenendo la loro rielezione. Mentre Ab ha votato a favore, dichiarando di avere piena fiducia nel consiglio e nell’amministratore delegato.

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Il mancato esonero implica che Ekholm e altri membri del consiglio possano essere ritenuti personalmente responsabili delle azioni del gruppo. Secondo la legge svedese, se i membri del consiglio di amministrazione non vengono esonerati annualmente dalle loro responsabilità dagli azionisti che possiedono almeno il 10% delle azioni, possono essere citati in giudizio dalla società e dai suoi investitori. Gli azionisti, nonostante questo, hanno come detto approvato una proposta per la riconferma dell’amministratore delegato e del consiglio. Stando a quanto riportato da Reuters, molti soci hanno criticato la gestione dell’indagine sull’Iraq durante l’incontro, ma tante domande sono rimaste senza risposta, con il presidente Ronnie Leten e il Ceo Ekholm che hanno affermato di non essere stati in grado di fornire dettagli a causa delle indagini in corso del Dipartimento di Giustizia.

La rassicurazioni del top management di Ericsson

Intervenendo dopo l’assemblea generale, Ekholm, ha dichiarato: “Comprendo le preoccupazioni sollevate dai nostri azionisti e queste sono questioni importanti. Voglio dichiarare il mio impegno a continuare a guidare Ericsson nella trasformazione della nostra azienda e della sua cultura, eseguendo la leadership globale della tecnologia 5G e rafforzando le nostre prestazioni di etica e conformità per garantire un cambiamento duraturo”.

Leten ha aggiunto che “Börje e il team esecutivo hanno il pieno sostegno del consiglio. Abbiamo fatto buoni progressi, ma c’è ancora molto da fare. Condurre gli affari in modo responsabile e con integrità è essenziale per guidare un cambiamento reale e positivo. Durante cinque anni al timone, Börje ha guidato l’attenzione su etica e conformità e ha eseguito il turnaround delle prestazioni di Ericsson. Ha reso l’azienda un leader nel 5G a livello globale e ha stabilito un corso per crescere nell’impresa wireless. “Comprendo pienamente la preoccupazione per la recente turbolenza in Ericsson. Voglio sottolineare ancora una volta il pieno impegno di ricostruire la vostra fiducia in Ericsson”.

Nel frattempo però, in seguito alla divulgazione della notizia, le azioni Ericsson hanno chiuso in ribasso dell’1,6% a 85,87 corone.

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