LA VERTENZA

Ericsson-Jabil, i lavoratori ci ripensano: “Ok a cessione Marcianise”

Dopo una prima bocciatura dell’accordo aziende-sindacati, i dipendenti dello stabilimento campano hanno chiesto di poter ripetere il referendum e hanno dato il via libera all’intesa

14 Mar 2015

Antonello Salerno

Dopo la vittoria dei no che si era registrata al referendum tra i lavoratori Ericsson dello stabilimento di Marcianise, in maggioranza contrari al passaggio del ramo d’azienda dalla casa svedese alla multinazionale americana Jabil, la situazione si è ribaltata nell’arco di una notte. E di fronte alla possibilità, tra l’altro annunciata, che le aziende potessero procedere con un’iniziativa unilaterale, i lavoratori hanno chiesto con una petizione di poter tornare alle urne , e la nuova consultazione ha dato un responso opposto alla prima: hanno vinto i sì. Questo vuol dire che la cessione dello stabilimento potrà essere portata a termine con il consenso dei lavoratori, applicando le tutele messe nero su bianco nell’ipotesi di accordo firmata dai sindacati all’alba del 10 marzo al ministero dello Sviluppo economico.

“Dopo la vittoria dei no, i lavoratori della hanno raccolto le firme per una petizione per ripetere il referendum – spiega Gianni Garofalo, coordinatore nazionale Fim Cisl – La petizione ha totalizzato 252 firme. Nella nuova votazione dei 421 aventi diritto, hanno votato in 347. I sì sono stati 271, i no 60 e le schede bianche 10. Cinque le nulle”.

“Come Fim Cisl nazionale, territoriale e Rsu ci siamo mobilitati per la riuscita del risultato – sottolinea Garofalo – Consideriamo l’ipotesi di accordo che dobbiamo confermare al Mise la prossima settimana un accordo dignitoso che tutela i lavoratori almeno sino al 2019. Ora presseremo la ditta acquirente Jabil a ricercare nuove commesse per saturare al più presto tutta la forza lavoro”.

Soddisfazione emerge anche dalle due aziende, che avevano annunciato di voler andare avanti nella cessione del ramo d’azienda anche senza il consenso dei lavoratori all’accordo: “Ericsson e Jabil – si legge in una nota congiunta – esprimono soddisfazione per il voto favorevole dell’assemblea dei lavoratori Ericsson in merito all’accordo per la vendita in outsourcing delle attività Opto Supply del sito di Marcianise (Caserta). L’intesa è stata raggiunta – conclude il comunicato – grazie alla collaborazione di tutte le parti coinvolte, dopo una lunga fase di confronto con le organizzazioni sindacali e le istituzioni e con il contributo fondamentale del ministero dello Sviluppo Economico“.

L’ipotesi su cui si è trovata l’intesa aziende-sindacati prevede che non si possa ricorrere a licenziamenti collettivi fino a marzo 2019, mentre fino a marzo 2018 sarà garantito lavoro per 335 dipendenti, grazie alle commesse formalmente assicurate da Ericsson. Ericsson inoltre garantirebbe che Jabil sia il fornitore unico rispetto a tutta la partita di apparati ottici, anche dopo il marzo 2018, comprese la logistica e la riparazione. Inoltre l’azienda svedese garantisce che l’intera produzione di tutti i prodotti del catalogo Spo (smart packet optical) sarà affidata allo stabilimento campano: una decisione che comporterebbe investimenti aggiuntivi per 2 milioni di euro in macchinari e formazione, oltre che lavoro per 40 risorse aggiuntive certe. Infine saranno mantenuti tutti gli accordi preesistenti, compreso quello di giugno 2014 che prevede che a Marcianise arrivi anche il 3% della produzione globale Ericsson sui filtri dei prodotti Radio. Inoltre ogni dipendente coinvolto nel passaggio da Ericsson a Jabil potrà chiedere all’azienda il riscatto del Tfr maturato finora. E infine il Mise, tramite il tavolo di gestione delle crisi affidato a Giampero Castano, si impegna a monitorare ogni sei mesi la situazione nello stabilimento produttivo. Quanto a Jabil, il country manager per l’Italia Clemente Cillo ha prospettato nei giorni scorsi investimenti per 8 milioni di euro in tre anni.