Nel secondo trimestre del 2026 Ericsson ha messo a segno un utile operativo superiore alle aspettative del mercato, trainato dal successo dei servizi cloud e dall’incremento degli ordini. Gli elevati margini di alcune divisioni hanno contribuito a superare le aspettative degli analisti, ma d’altra parte l’azienda ha registrato un calo delle vendite nel suo core business delle apparecchiature mobili in mercati chiave come il Nord America.
La performance viene messa in ombra anche dalle possibili conseguenze delle nuove dinamiche di mercato. Il colosso svedese ammette infatti di essere sotto pressione a causa dell’aumento dei costi dei componenti legato alla domanda di intelligenza artificiale.
Più nello specifico, la società ha spiegato di temere l’impatto economico dello sviluppo globale della tecnologia sui fornitori. Impatto che, sul piano finanziario, quanto meno nel secondo trimestre è stato limitato grazie alla resilienza della sua catena di approvvigionamento dei componenti.
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I risultati finanziari
Venendo ai numeri, Ericsson ha riportato un calo dell’utile operativo rettificato a 6,52 miliardi di corone svedesi (671,70 milioni di dollari) nel secondo trimestre, ma per l’appunto ha superato la previsione media degli analisti di 6,42 miliardi, secondo un sondaggio Lseg. Il fatturato netto trimestrale è diminuito del 6% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 52,7 miliardi di corone (8,04 miliardi di dollari), inferiore alla stima degli analisti di 53,6 miliardi di corone.
Nel complesso, le vendite organiche sono diminuite dell’1% su base annua, principalmente a causa del calo dei ricavi da licenze Ipr, che riflette un beneficio non ricorrente derivante da un accordo parziale raggiunto nel periodo dell’anno precedente. Le vendite sono infatti cresciute in tre delle quattro aree di mercato, ma quelle nette del settore reti, il più redditizio e ad alto margine, sono diminuite dell’8%. L’azienda prevede comunque una crescita superiore alla stagionalità nel prossimo quarter.
L’analisi di Börje Ekholm
“I nostri risultati del secondo trimestre sottolineano la solidità del nostro portafoglio e la disciplina nell’esecuzione”, ha commentato in una nota Börje Ekholm, presidente e ceo (uscente) di Ericsson. “Il margine lordo rettificato si è attestato al 48%, in aumento di due punti percentuali dopo la normalizzazione per il beneficio una tantum derivante dall’accordo sulla proprietà intellettuale dello scorso anno. Nel secondo trimestre, abbiamo adottato misure per mitigare l’inflazione dei costi dei componenti. Con l’aumentare dell’impatto nei prossimi trimestri, continueremo a perseguire misure interne e azioni sui prezzi per contribuire a compensarne gli effetti. Prevediamo inoltre una certa pressione sul margine lordo rettificato del settore Reti nel terzo trimestre a causa dei maggiori volumi di progetti di implementazione di rete. Ericsson”, ha continuato Ekholm, “entra nella prossima fase da una posizione di forza. Negli ultimi anni, abbiamo rafforzato il nostro portafoglio per cogliere la prossima ondata di connettività basata sull’intelligenza artificiale. Forte della nostra leadership tecnologica nelle reti mobili, ci siamo espansi in aree di crescita promettenti, posizionando Ericsson per capitalizzare sul crescente passaggio dell’intelligenza artificiale nel mondo fisico”.
I costi emergenti dell’intelligenza artificiale
Come accennato, Ericsson prevede che l’aumento dei costi dei componenti hardware dovuto alla diffusione dell’intelligenza artificiale costringerà il gruppo ad aumentare i prezzi.
“L’intero sviluppo dell’AI sta esercitando una forte pressione sull’intero settore, compresa la nostra azienda”, ha dichiarato a Reuters il cfo Lars Sandström. Oltre ai prezzi delle memorie, la situazione sta influenzando anche i chip personalizzati che l’azienda utilizza per costruire infrastrutture di telecomunicazione, ha aggiunto il manager.
Negli ultimi mesi, i produttori di memorie hanno dato priorità agli ordini dei produttori di chip per l’AI, riducendo l’offerta per i produttori di elettronica, che sono stati costretti ad aumentare i prezzi.
Börje Ekholm ha ribadito durante una teleconferenza con gli analisti che l’azienda continuerà ad adottare misure interne e azioni sui prezzi per compensare l’effetto nei prossimi trimestri. “Stiamo adottando misure a breve termine in tutte le divisioni, comprese misure commerciali, ad esempio la sostituzione dei prodotti, nonché interventi sulla catena di approvvigionamento e iniziative mirate di riduzione dei costi”.
Il cambio al vertice: da Ekholm a Narvinger
Questo dovrebbe essere l’ultimo commento di Ekholm in qualità di figura apicale di Ericsson. Il mese scorso, infatti, il gruppo ha annunciato le dimissioni del manager che, dopo oltre nove anni come presidente e amministratore delegato del gruppo e 20 anni come consigliere, si ritirerà dall’azienda, lasciando la carica il 30 settembre 2026 e assumendo successivamente il ruolo di consulente esecutivo del suo successore, Per Narvinger, fino al 15 giugno 2027. Ekholm si dimetterà anche dal consiglio di amministrazione a partire dal 1° ottobre 2026.







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