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IL REGOLAMENTO

Firma elettronica e Pec europee presto realtà

Con l’identificazione elettronica europea le Pmi potranno partecipare senza carte né bolli ai bandi di gara di tutti i paesi Ue. Antonello Giacomelli e l’europarlamentare Marita Ulvskog pronti a firmare il regolamento Eidas sulla dematerializzazione. Le norme entreranno in vigore da luglio 2016. Il sottosegretario: “Primo passo verso il mercato unico digitale”

13 Ott 2014

A.S.

L’Europa compie il primo passo vesso il riconoscimento su tutto il territorio dell’unione dell’identità digitale. Domani si accenderà la luce verde per la firma digitale e per la posta elettronica certificata a livello europeo. Il presidente di turno del Consiglio europeo delle telecomunicazioni, Antonello Giacomelli, e la parlamentare europea Marita Ulvskog in qualità di rapporteur, firmeranno elettronicamente a Bruxelles il regolamento eIDAS (electronic identification and trust services for electronic transactions in the internal market), che consentirà di dare valore legale all’identificazione, al riconoscimento e alla firma digitali di ogni persona giuridica negli stati Ue, pubblica e privata. La firma sarà apposta con una smart card personale.

“Il regolamento rappresenta il primo passo concreto in direzione del mercato digitale unico – spiega Antonello Giacomelli, sottosegretario alle comunicazioni – Per esempio, con la firma elettronica europea le Pmi potranno partecipare senza carte né bolli ai bandi di gara di tutti i paesi Ue. Il digitale è la strada principale per far ripartire l’economia europea”.

La cerimonia si terrà in occasione dell’evento di lancio del regolamento eIDAS, organizzato dalla Commissione europea, al quale parteciperà il vicepresidente della Commissione europea e commissario all’Agenda digitale Neelie Kroes.

Il regolamento UE 910/2014 è in vigore dal 17 settembre scorso, ma sarà applicato, per quanto riguarda servizi fiduciari come la posta elettronica certificata, a partire dal luglio 2016 per dare tempo agli stati di adeguare servizi e legislazioni nazionali.

“A partire dalla seconda metà del 2015 su base volontaria e soltanto dal 2018 come obbligo di legge – spiega una nota del Mise – un cittadino italiano potrà utilizzare la sua carta didentità elettronica per accedere a servizi pubblici online di un altro paese europeo per i quali è richiesto l’uso di un mezzo di identificazione elettronica”.

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