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Fitce: “Senza banda larga l’Italia non ha futuro”

L’associazione degli ingegneri delle Tlc lancia l’allarme: “Manca una cultura della Rete. Indispensabile raccogliere la sfida dell’innovazione”

05 Set 2011

Senza la banda larga e una cultura della Rete l’Italia non ha
futuro. Con questo allarme, si è concluso a Palermo, il 50°
Congresso Fitce, organizzato dalla Federazione degli Ingegneri
delle Telecomunicazioni dell’Unione Europea in collaborazione con
Aict, l’Associazione per la Tecnologia dell’Informazione e
delle Comunicazioni, con Ieee Comsoc (Communication Society) e Ieee
Italian Branch.

La platea, espressione del mondo dell’ingegneria delle
telecomunicazioni europee, ha seguito le giornate – dai 31 agosto
al 3 settembre – di congresso, durante le quali sono state
affrontate molte tematiche riguardanti il futuro delle tecnologie
in Italia e in Europa dal punto di vista delle imprese e dei
cittadini.
150 ingegneri, 56 eventi, 12 sessioni per discutere del divario
tecnologico in Europa e per cercare insieme soluzioni che
consentano di oltrepassare le barriere territoriali e culturali,
garantendo una fruizione universale dei servizi e una facile
accessibilità agli stessi da parte di tutti i cittadini.

Momento centrale della giornata conclusiva è stata la tavola
rotonda che ha visto la partecipazione dei principali soggetti
pubblici e privati in ambito telecomunicazioni. Tra gli altri:
Millie Banerjee (Senior UK Telco Consultant), Roberto Saracco
(Telecom Italia), Panos Exarchos (Ote), Fulvio Margherita (H3G),
Salvatore Lombardo (Infratel Italia e ministero dello Sviluppo
Economico) Alessandro Busacca, (Università di Palermo).
In questa sede è emersa la necessità inderogabile di promuovere
uno sviluppo tecnologico uniforme su base europea, sia dal punto di
vista territoriale che generazionale. Solo così il Vecchio
Continente potrà mostrare competitività sul piano della crescita
con gli altri blocchi continentali, in particolare Usa e Cina.

La competitività sul versante delle infrastrutture di rete dovrà
essere la sfida per imprese e istituzioni pubbliche. Anche le
tecnologie mobili sono pronte ad offrire capacità significative di
larga banda per l’accesso alle infrastrutture informatiche. “Il
problema da affrontare nell’immediato appare tuttavia quello
dell’alfabetizzazione informatica, purtroppo ancora scarsa nel
nostro Paese – ha commentato Andrea Penza, Presidente Fitce –
L’Italia è il Paese con la maggiore densità di utilizzo del
telefono mobile, mentre risultano molto meno diffusi e utilizzati i
pc a livello domestico. Ciò testimonia il ritardo della cultura
tecnologica nel nostro Paese”.

Il congresso di Palermo ha riaffermato la centralità della Sicilia
quale “culla” del Mediterraneo anche in ambito tecnologico. La
riflessione mondiale della Fitce su questi temi proseguirà nei
prossimi mesi con incontri in varie località europee ed
extraeuropee, mentre il prossimo congresso internazionale si terrà
a Poznam (Polonia) dal 29 agosto al primo settembre 2012.

La kermesse è invece stata aperta da Andrea Penza, Presidente di
Fitce, che ha voluto sottolineare l’importanza dell’evento per
lo sviluppo delle telecomunicazioni in Italia e in Europa e il
ruolo della stessa come fabbrica di idee per lo sviluppo delle
tecnologie su base planetaria. “L’Ict fa ormai parte del
tessuto della nostra società, non è più possibile trascurare le
nuove tecnologie e rimanere bloccati nel passato – ha
sottolineato Penza – La permeabilità di internet e la banda larga
sono lo strumento essenziale per la crescita sociale del Paese.
Ormai è inconcepibile fare a meno di una banda larga e di un
accesso a informazioni on line a copertura totale. Questo Congresso
nasce, infatti, con lo scopo di sottolineare l’importanza della
banda larga, ormai un strumento ritenuto indispensabile. Al giorno
d’oggi, chi non possiede un accesso alla rete a larga banda
rischia di rimanere socialmente”.

A seguire il Presidente di Aict, l’Associazione per la Tecnologia
dell’Informazione e delle Comunicazioni, Maurizio Mayer che ha
voluto marcare l’importanza delle assise a livello
internazionale: “Un Congresso partito con il piede giusto, sotto
tutti gli aspetti. L’affluenza di partecipanti da tutta Europa ha
dimostrato ancora una volta come il tema delle telecomunicazioni
sia cruciale ed in evoluzione per tutti i paesi dell’Unione
Europea. Il confronto e lo scambio di idee sono da sempre il nostro
punto di partenza per raggiungere soluzioni che aiutino a
migliorare la società”.

Durante la cerimonia, è intervenuto anche Francesco Vatalaro,
presidente della Ieee Italy Section, partner dell’evento.
Vatalaro, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza della
sinergia appena avviata tra la Fitce e la Ieee in un dialogo
virtuoso e finalizzato alla crescita della cultura
dell’innovazione tecnologica.

Roberto Viola, segretario generale dell’Autorità per le Garanzie
nelle Comunicazioni, ha voluto sottolineare quanto la comunità
internazionale degli ingegneri è divenuta necessaria in questa
delicata e difficile fase storica. “Nel periodo storico che
stiamo affrontando l’apporto delle tecnologie e delle
comunicazioni diventa fondamentale anche sotto il profilo economico
– ha continuato Viola – Le sfide che ci attendono saranno molte
e la rete internet sta diventando sempre più uno strumento
essenziale, soprattutto se collegata al bisogno di accessibilità
dell’intera popolazione e se si pensa, oltretutto,
all’efficacia del suo funzionamento”. Inoltre, sempre secondo
Viola, le Autorità delle telecomunicazioni dell’Unione Europea
dovrebbero razionalizzare tutte insieme il sistema, fissando una
data comune per la liberazione delle frequenze, attraverso
negoziazioni e strategie sincronizzate.

Ruben Razzante, docente di Diritto della Comunicazione per le
Imprese e i Media all’Università Cattolica di Milano e
consigliere di amministrazione della Fondazione Ugo Bordoni, ha
ribadito il ruolo della Fondazione Bordoni come organismo di
ricerca e di confronto tra pubblico e privato nell’ambito delle
nuove tecnologie al servizio dei cittadini e delle imprese.
“C’è da sperare – ha evidenziato Razzante – che la
problematica situazione finanziaria non determini un’ulteriore
contrazione delle risorse pubbliche e private destinate alla banda
larga e all’introduzione delle nuove tecnologie nella vita dei
cittadini. Solo esse infatti possono favorire una crescita
equilibrata e spalmata su tutti i settori della vita
produttiva”.
Luigi Gambardella, presidente del board esecutivo di Etno, European
Telecommunications Network Operators, l’associazione che riunisce
gli operatori di rete delle Tlc europee, ha innanzitutto
sottolineato come la necessità di colmare il digital divide, che
non è da considerarsi soltanto geografico ma anche sociale,
rappresenta la condizione preliminare per l’Europa a beneficio
dello sviluppo della nuova economia strettamente legata alla
diffusione della rete internet. E questa priorità ha
contraddistinto anche l’impegno di Etno, attraverso gli
investimenti in nuove reti e le iniziative di alfabetizzazione
digitale.

Robert Madelin, Direttore Generale Information Society and Media
(Infso) della Commissione Europea, fortemente impegnato sulla
European Digital Agenda in stretto contatto con il Commissario
Neelie Kroes, si è soffermato sul triplo ruolo dell’Infso per
l’Europa: regolamentazione, ricerca e promozione di un uso più
ampio dell’Information Society e dei Media. La missione della
Direzione generale per la Società dell’Informazione e Media è
quella di realizzare il mercato unico europeo, di rafforzare la
competitività dell’Europa aumentando gli investimenti nella
ricerca sulle Tlc e sull’innovazione e di promuovere l’accesso
e l’uso delle Tlc a favore della società europea.