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L'APPROFONDIMENTO

Fondi europei, ecco come diventano sostegno per l’occupazione nelle Tlc

L’Fse può essere utilizzato per accompagnare le trasformazioni professionali collegate alle innovazioni tecnologiche e per avviare un modello virtuoso di partnership pubblico-privato in grado di anticipare i grandi cambiamenti del mondo del lavoro. L’analisi di Laura di Raimondo, direttore di Asstel

20 Dic 2019

Laura Di Raimondo

direttore Asstel

Il nostro Paese ha bisogno di carburante per tornare a crescere ed essere competitivo con il resto dell’Europa e del mondo. Investire in formazione e nuove competenze è la chiave per accelerare il processo di trasformazione digitale delle nostre imprese, chiamate oggi ad essere sempre più innovative e digitali. I Fondi europei dell’attuale settennato 2014/2020, e a maggior ragione quelli della prossima programmazione Europea per gli anni 2021/2027, non ancora impiegati potrebbero andare in questa direzione e supportare le iniziative di formazione in favore dei lavoratori delle imprese della Filiera delle Tlc in materia di nuova occupazione e riconversione/riqualificazione dell’occupazione esistente.

Asstel da tempo sta lavorando alla costruzione di un Piano Nazionale di settore per rispondere al profondo e radicale processo di trasformazione digitale che sta interessando il Paese. Un’evoluzione che porterà cambiamenti importanti non solo sul modo di concepire il lavoro – anche grazie allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale – ma sull’organizzazione e sulle modalità di svolgimento.

Per guidare la trasformazione in atto e anticipare i prossimi cambiamenti, occorre individuare strumenti utili con il supporto del Governo centrale e delle Regioni nel rispetto delle prerogative e delle competenze di ognuno. La sfida che ci attende nell’immediato futuro necessita della collaborazione di tutti gli attori coinvolti nei processi decisionali, avendo come unico fine la sostenibilità occupazionale dei lavoratori della Filiera.

Una delle leve più importanti è di facilitare alle imprese della Filiera il ricorso al Fondo Sociale Europeo (FSE) a partire dal settennale in corso, ormai prossimo alla scadenza. Per questo, dal mese di aprile, abbiamo avviato un’interlocuzione costante con i ministeri dell’Economia e del Lavoro, con l’obiettivo di utilizzare i Fondi e avviare una strategia che veda le Regioni protagoniste del cambiamento, attraverso azioni formative sinergiche con le imprese, uniformi nei tempi e funzionali ai processi di riqualificazione dei lavoratori di diversi territori. Per dare continuità a questo processo, da parte del Governo sarà fondamentale anche orientare in questa prospettiva la Programmazione comunitaria 2021/2027.

Il solo fatto che questa proposta strategica sull’utilizzo delle risorse del settennale in corso sia arrivato all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni ne sottolinea la bontà del progetto, di cui, pur all’esito di tutti gli approfondimenti necessari e delle opportune integrazioni da parte dei diversi attori coinvolti, auspichiamo una piena operativa entro il più breve termine possibile, considerate le risorse disponibili e le necessità di interventi mirati a favore della Filiera.

Mai come in questa occasione è fondamentale la velocità di reazione per accompagnare le trasformazioni professionali collegate alle innovazioni tecnologiche e avviare un modello virtuoso di partnership pubblico-privato, per anticipare i grandi cambiamenti che il mondo del lavoro ha di fronte. Si tratta di costruire una prospettiva industriale di sistema e di lungo periodo.

Abbiamo poco tempo se vogliamo essere protagonisti della trasformazione digitale dove tutti gli attori collaborano insieme per dare le risposte che le aziende e i lavoratori attendono. Questo, è ancora più vero per quella parte della nostra Filiera che dovrà confrontarsi nell’immediato con questa trasformazione; ci riferiamo al settore delle attività di Customer Care in Outsourcing, che ha una forte presenza nelle regioni meridionali.

Questa è la strada che può portare a un reale cambiamento a beneficio sia della competitività delle imprese, che dello sviluppo del capitale umano, e preservare l’occupabilità delle persone. Grazie ad un forte investimento sull’aggiornamento continuo delle competenze dei lavoratori, e più in generale delle persone, si può costruire un modello “a prova di futuro”.

Noi siamo pronti a lavorare.

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