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Frequenze alle telco: il PD ci riprova alla Camera

Il senatore Luigi Vimercati annuncia una proposta che mira ad assegnare le frequenza liberate dal Dtt alla banda larga mobile tramite gara pubblica

12 Lug 2010

“Presenteremo sia alla Camera sia al Senato un emendamento alla
manovra finanziaria sul dividendo digitale”. Con queste parole il
senatore del Pd, Luigi Vimercati, annuncia i prossimi passi
“parlamentari” per fare in modo di assegnare le frequenze
analogiche, liberate progressivamente a seguito dell'adozione
della tecnologia digitale terrestre, ai servizi di
telecomunicazione mobile.

L’emendamento,
che era stato bocciato per un solo voto in VIII commissione (Lavori
pubblici e Comunicazioni) del Senato, prevede che l’assegnazione
avvenga “tramite procedure di evidenza pubblica competitiva e su
provvedimento del ministro per lo Sviluppo economico” e,
soprattutto, stabilisce di utilizzare il 50% delle risorse
derivanti dalla gara per il ripianamento del deficit pubblico,
lasciandone il restante 50% a favore dello sviluppo delle reti a
banda larga in Italia.

Il testo è in linea con la decisione della Commissione Europea (6
maggio 2010/267/Eu) che ha stabilito regole armonizzate per
l’allocazione delle frequenze e richiede che gli stessi Stati
mettano parte del dividendo digitale a disposizione per i servizi
di comunicazione mobile a banda larga.

In Germania la procedura di assegnazione del dividendo alle Tcl
mobili si è appena conclusa con successo: la gara è stata
superata quota 4,4 miliardi di euro. “Una somma quasi pari a
quella tagliata annualmente a tutte le regioni italiane dalla
manovra finanziaria”, precisano gli esponenti del Pd. E dopo la
Germania sarà la volta di Francia e Gran Bretagna, che hanno
annunciato l’asta per il 2011.

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