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Frequenze tv alle Tlc. Per primo sperimenta il Piemonte

Sarà su un canale inutilizzato di Retecapri che si realizzerà il progetto firmato Csp-Politecnico di Torino per portare Internet alle aree in digital divide

07 Ott 2010

Sarà la Regione Piemonte a sperimentare, prima in Italia, le
potenzialità delle frequenze televisive nell’ambito delle Tlc.
Il canale tv 57 (sulla frequenza a 763 MHz) di proprietà di
ReteCapri è stato infatti concesso in uso al Csp. Il centro di
ricerca Ict, che lavora per la PA piemontese, condurrà insieme al
Politecnico di Torino la prima sperimentazione italiana di utilizzo
di uno white space, gli spazi bianchi inutilizzati dello spettro
radio, per servizi diversi da quello televisivo: grazie
all’impianto trasmissivo con funzioni di access point (sarà
collocato presso il traliccio in località Pian Benot) verrà
portata connettività in aree in digital divide.

Un ambito di applicazione, ribadiscono a Csp, su cui si è
pronunciata il 20 settembre anche la Commissione Europea, fissando
il 2013 come termine ultimo per la definizione di regole per
l'uso efficiente delle frequenze libere, gli spazi bianchi
appunto.

La sperimentazione, autorizzata dal ministero dello Sviluppo
economico, è sostenuta dalla Regione Piemonte attraverso Wi-Pie,
programma regionale di diffusione della banda larga in Piemonte che
punta alla riduzione del digital divide, specialmente nelle aree
montane.

La scelta è ricaduta sulle Valli di Lanzo, e in particolare in Val
di Viù, dove è stato permesso al gruppo di ricerca di utilizzare
una frequenza televisiva per fini diversi, ovvero per la
connettività a banda larga.

Un'applicazione importante per portare rete nelle aree
marginali, dice il Csp, “se si pensa che i ripetitori televisivi
sono ovunque, le frequenze già disponibili, e che
l'abbinamento con la tecnologia wifi può permettere una
copertura del servizio molto più estesa”.

Grazie alla sperimentazione verrà garantita connettività in aree
mai raggiunte da servizi a larga banda qualificati, che possono
essere così forniti riutilizzando parzialmente infrastrutture
esistenti.

Le frequenze inutilizzate vengono quindi destinate a una funzione
diversa, importantissima per ridurre le distanze tra aree isolate e
“centro”, con tutte le implicazioni economico-sociali che
questo comporta.

Interesse è stato manifestato anche dall'associazione Utelit e
dalle emittenti locali, che hanno manifestato interesse per
diventare parte attiva della sperimentazione: tra queste Telestudio
unita da tempo a Csp con un accordo di collaborazione.

Ha commentato l’assessore allo Sviluppo Economico e
all’Innovazione della Regione Piemonte, Massimo Giordano: “Un
risultato tecnologico importante che ha ricadute economico –
sociali per il territorio piemontese”.Secondo Francesco Profumo,
Rettore del Politecnico di Torino si tratta di “un'attività
di ricerca che pone il Politecnico di Torino all'avanguardia
nel nostro Paese e in Europa”. “Un’occasione per rafforzare
la propria identità di struttura di ricerca che opera in stretta
collaborazione con gli Atenei” dichiara il presidente Csp
Giovanni Ferrero.

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