MEDIA

Tv, Confindustria rilancia l’appello europeo “Save our spectrum”

Crtv si unisce alle richieste di 18 Paesi europei per chiedere che le frequenze “sub 700” restino destinate al broadcasting del digitale terrestre anche oltre il 2030. “No all’assegnazione di spettro ai servizi mobili”

30 Giu 2022

L. O.

streaming, tv

No all’assegnazione delle frequenze sub-700 Mhz a servizi che non siano la TV digitale terrestre broacasting, “unica piattaforma in grado di fornire un servizio universale gratuito e non profilato all’utenza”. Anche oltre il 2030. Lo ribadisce a gran voce Confindustria Radio TV che si unisce all’appello delle industrie europee dell’audiovisivo e della cultura per “blindare” le frequenze della banda 470-694 MHz all’utilizzo del broadcasting terrestre e non ad altri servizi mobili.

La “Call” per salvare il digitale terrestre

57 associazioni e aziende dell’industria radiotelevisiva e della cultura di 18 Paesi europei hanno unito le forze per una “Call to Europe” volta a sollecitare i responsabili politici e i regolatori del continente a preservare l’attuale destinazione della banda UHF 470-694 MHz al broadcasting televisivo terrestre e alle apparecchiature di trasmissione e produzione wireless per la realizzazione di programmi ed eventi speciali.

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L’utilizzo di questa banda dopo il 2030 verrà deciso alla prossima Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni dell’Itu che si svolgerà nel 2023 (WRC-23). In vista di questo appuntamento, “tutti i Paesi europei – spiega Crtv – stanno sviluppando una posizione nazionale e l’Unione Europea si esprimerà sulla base di un parere elaborato nell’ambito del Radio Spectrum Policy Group”.

“In gioco – fa sapere Confindustria Radio TV – c’è il futuro dell’infrastruttura televisiva più ampiamente utilizzata in Europa – sono 80 milioni le famiglie dell’Unione Europa che guardano la televisione attraverso la piattaforma digitale terrestre – e che costituisce anche la base per la produzione e trasmissione di eventi di cultura e media di tutti i tipi: si tratta infatti di frequenze utilizzate dai microfoni wireless e dai sistemi di monitoraggio in cuffia per concerti, conferenze e qualsiasi altro evento live”.

TV non profilata e gratuita

Soltanto se verrà mantenuta l’attuale destinazione esclusiva della banda Uhf al broadcasting, spiega Crtv, “queste industrie potranno continuare a condividere le frequenze in maniera efficiente, senza sprechi e interferenze, e soprattutto potranno continuare ad erogare i loro servizi, crescere e innovare come ogni altra industria. Senza questa banda, la televisione digitale terrestre, servizio gratuito, ubiquo e accessibile a tutti, non sarà più possibile”.

“Queste frequenze sono in pericolo – fa prsente l’associazione -. L’Europa deve agire per garantire il mantenimento dell’attuale destinazione esclusiva al broadcasting terrestre per lo sviluppo del Dvb-T2 e di tecnologie innovative come il 5G broadcast“.

Broadcasting terrestre a prova di interruzioni

“Innovazione, ma anche sicurezza – spiegano da Confindustria Radio TV -: in caso di disastro naturale o di una crisi improvvisa, il broadcast terrestre assicura efficientemente il raggiungimento di tutta la popolazione con servizi informativi senza intermediazioni, intrusioni  o costi aggiuntivi, se necessario per giorni e settimane”.

I produttori di contenuti – sia professionali che amatoriali – “hanno bisogno delle frequenze Uhf per il corretto funzionamento dei microfoni wireless – si legge nella nota di Crtv -, specialmente nel contesto di eventi live. Organizzatori di fiere, associazioni senza finalità di lucro, università e molti altri stakeholder dipendono da queste frequenze”.

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