Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

LO STUDIO

Gartner: “Le app mobili non generano revenue”

Di qui al 2017 il 94,5% dei download riguarderà applicazioni gratuite. E quelle a pagamento non ce la faranno a sostenere il business dei developer e delle aziende. Il valore aggiunto? Il rafforzamento del brand

13 Gen 2014

Patrizia Licata

Gli utenti vanno alla scoperta delle applicazioni mobili che più interessano tramite le raccomandazioni dei motori di ricerca, degli amici, della pubblicità o dei siti di social networking e molto meno di frequente scandagliano per conto proprio le migliaia di mobile app disponibili sul mercato. Il trend rilevato da Gartner porta la società di ricerche a prevedere che, entro il 2018, meno dello 0,01% delle mobile app consumer sarà considerato un successo, in termini di guadagno, dai loro sviluppatori.

“L’enorme numero di applicazioni mobili potrebbe portare a ritenere che il mobile sia una nuova fonte di revenue che potrà rendere ricche molte persone”, commenta Ken Dulaney, vice president e distinguished analyst di Gartner. “Invece, la nostra analisi dimostra che la maggior parte delle applicazioni mobili non genera profitti e che molte mobile app non sono nemmeno progettate per generare revenue, ma sono usate per aumentare la conoscenza di un marchio o di un prodotto o solo per divertimento”.

Dulaney descrive il mercato delle applicazioni mobili come “iperattivo”, visto che esistono oltre 200 vendor che creano piattaforme di sviluppo per mobile app e milioni di sviluppatori che usano questi prodotti e una serie di strumenti open source per realizzare le loro applicazioni mobili.

“Inoltre ci sono moltissime applicazioni che sono gratuite e che non genereranno mai revenue direttamente”, continua Dulaney. “Gartner prevede che, entro il 2017, il 94,5% dei download riguarderanno applicazioni gratis e, all’interno delle applicazioni a pagamento, circa il 90% sono scaricate meno di 500 volte al giorno e realizzano meno di 1.250 dollari al giorno. Con gli anni andrà sempre peggio perché la concorrenza aumenta”.

Gartner ha tracciato una serie di trend per il futuro del mercato mobile. La società di ricerche prevede anche che, entro il 2016, il 20% dei programmi aziendali che riguardano il Bring your own device (Byod) fallirà perché l’implementazione delle misure di gestione dei device mobili (Mdm) è troppo restrittiva. “Molte aziende tenderanno ad attuare severe forme di controllo sui device mobili come hanno fatto sui personal computer in passato”, sottolinea Dulaney.

Oggi i dipartimenti It si stanno affrettando a implementare soluzioni Mdm per affrontare il Byod, ma questo rende i dipendenti ben consapevoli del fatto che le aziende possono accedere anche alle loro informazioni personali, spiega Gartner. Di conseguenza, i dipendenti chiedono insistentemente soluzioni che isolino i contenuti personali e limitino la capacità dell’It aziendale di accedere a contenuti e applicazioni personali.

Gartner prevede anche un ampio successo per l’Html5 come tecnologia di delivery delle applicazioni perché applicabile facilmente a tutte le piattaforme e capace di portare all’utente finale applicazioni sofisticate garantendo una user experience di buona qualità. “Almeno tre piattaforme (Android, iOs e Windows) conquisteranno significative quote di mercato nell’arena degli smartphone, dei tablet e dei Pc, esigendo da parte delle aziende il supporto di molteplici piattaforme per le applicazioni sia rivolte ai dipendenti che ai consumatori”, spiega Dulaney. “Anche se esistono moltissimi strumenti di sviluppo ‘indipendenti dalla piattaforma’, la maggior parte richiede dei compromessi tecnici o commerciali, come il rimanere confinati in tecnologie di nicchia o legati a vendor minoritari. Per questo crescerà l’interesse nell’Html5 come tecnologia di delivery in qualche misura standardizzata, ampiamente disponibile e neutrale rispetto alla piattaforma”.

Articolo 1 di 4