TELCO 4 ITALY

Maurizio Gasparri, Forza Italia: “Rete unica, no a sbilanciamenti di valore”

Il senatore: “Il peso delle aziende va calcolato sulla base degli asset messi in campo. Cdp ago della bilancia. E sui limiti elettrosmog: “Sono già fra i più bassi in Europa, aggiustarli al rialzo non comporta alcun rischio”

03 Mag 2022

Veronica Balocco

gasparri

Rete unica? Superamento del digital divide? “Purtroppo i progressi sono teorici, ma non pratici”. Lo ha detto Maurizio Gasparri, Senatore Forza Italia, a Telco per l’Italia, l’evento CorCom-Digital360, puntualizzando che “il bilancio” in materia è “insoddisfacente”.

“Se c’è stata una ricaduta positiva dalla stagione Covid – ha aggiunto -, quella è da identificare nell’accelerazione verso il digitale, nella maggiore frequentazione della tecnologia da parte di un vasto pubblico. Ma questa emergenza ha portato allo scoperto il ritardo della copertura del territorio.

Cdp possibile “ago della bilancia”

Rete unica come possibile soluzione a portata di mano? “Da anni dico che si tratta di una strada auspicabile – ha fatto presente Gasparri -, ma vedo ancora una grossa difficoltà in materia. Il motivo? Semplice: per affrontare il tema bisogna ‘scendere sul pianeta Terra’ e riconoscere i veri valori di mercato”. Insomma, “la società della rete si deve fare – ha chiarito -, ma se ne parla troppo e si fa troppo poco. Per passare al concreto bisogna tenere conto dei pesi e contrappesi: ognuno deve pesare in base a quanto porta effettivamente alla causa“.

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Una particolare attenzione, in questo quadro, va mantenuta anche alla “tutela della forza lavoro”. E non va trascurato il possibile ruolo di Cassa depositi e prestiti, che in qualità di “ago della bilancia” può garantire neutralità della società.

Limiti elettrosmog: necessario rassicurare il Paese

Ma come gestire la questione vincoli, soprattutto in materia di elettrosmog, che tanto pesano sulla testa delle telco? “Abbiamo i più bassi in Europa – conclude Gasparri -. Dobbiamo rassicurare il paese: eventuali limitati adeguamenti non sono nocivi. Siamo ancora ampiamente al di sotto delle imposizioni di altri Paesi”.

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