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Gentiloni: “In Italia più burocrazia e meno banda larga”

Il deputato Pd e responsabile del Forum Ict spara ad alzo zero contro la mancata assegnazione dell’extragettito Lte al settore Ict: “Sottratte risorse all’innovazione per darle ai ministeri. Il governo è senza strategie per lo sviluppo”

14 Ott 2011

"La conferma dello scippo degli 800 milioni già assegnati
alla banda larga la dice lunga sulle strategie del governo per lo
sviluppo". Lo dichiara Paolo Gentiloni, responsabile Forum Ict
del Partito Democratico, dopo l'ok da parte del Cdm al ddl
Stabilità che non destina il surplus dell'asta Lte alle Tlc. 
"Vengono sottratte risorse all'innovazione tecnologica e
al digitale per ridistribuirle ai ministeri – sottolinea il
deputato – Al posto di investimenti che vengono fatti in tutta
Europa il ministero dello Sviluppo avrà un vice (si tratta Catia
Polidori, fino ad oggi sottosegretario allo Sviluppo economico
ndr)". Per l'Italia – conclude Gentiloni – ci sarà
"più burocrazia e meno banda larga".

Sulla stessa linea Patrizia Toia, deputata europea del Partito
Democratico e vicepresidente della Commissione Industria, Ricerca
ed Energia: "Difficile credere che il governo intenda
concentrarsi sullo sviluppo visti i tagli che ha previsto, tra i
quali 800 milioni di fondi destinati alla banda larga e ulteriori
tagli al Fondo Centrale di Garanzia, come hanno denunciato le
imprese".

"Tagli, che come denunciano le imprese, minano l'accesso
al credito soprattutto per le Piccole e Medie Imprese che sono il
motore dell'economia italiana e che più di altre sentono il
peso della crisi e non trovano supporto per superarla. Le aziende
italiane sono state lasciate sole ad affrontare la crisi da questo
governo. Senza finanziamenti alle imprese e alla competitività del
Paese e senza investimenti non ci può essere un vero rilancio
dell'economi a e quindi non ci può essere alcuno sviluppo. Il
governo annuncia promesse miracolose ma i fatti smentiscono come
sempre le parole", prosegue Toia.

"Il Paese è bloccato e aspetta risposte urgenti. La
situazione è gravissima e il governo, visto che ritiene di avere
la fiducia, si impegni a mettere in atto misure efficaci per una
politica industriale in grado di rilanciare l'economia del
Paese", chiude Patrizia Toia.

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