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Gestione del traffico web: “Gli Isp rischiano di violare il diritto alla privacy”

Per il Supervisor europeo alla protezione dei dati, le tecniche di gestione del traffico da parte dei provider potrebbero violare le norme europee sulla confidenzialità delle comunicazioni rendendo necessarie nuove linee guida sulla net neutrality

14 Ott 2011

Gli Isp potrebbero violare i diritti dei cittadini alla privacy e
alla protezione dei dati con le loro tecnologie di ispezione del
traffico che finiscono per dare priorità ad alcuni contenuti su
altri: ad affermarlo è lo European Data Protection Supervisor
Peter Hustinx, che chiede all’Unione europea nuove regole sulla
net neutrality.

Secondo Hustinx i regolatori telecom dell’Ue dovrebbero
controllare se gli Isp del loro Paese, tramite i sistemi di
gestione delle comunicazioni che passano sulle loro reti,
rispettano le leggi europee sulla protezione dei dati e sulla
privacy. Il Supervisor propone alla Commissione europea di
stabilire un gruppo di esperti, composto da regolatori e garanti
della privacy, per “sviluppare linee guida” sull’applicazione
dei principi della protezione dei dati e della privacy anche alla
net neutrality "al fine di assicurare un approccio armonico e
comune” a tutta l’Ue.

Per il Supervisor, le linee guida sono necessarie, riporta il sito
OutLaw.com, a causa della “relativa novità delle tecniche di
ispezione massiccia e real-time delle comunicazioni” da parte
degli Isp nell’erogazione dei loro servizi. I risultati
dell’analisi da parte del gruppo di esperti darebbe indicazione
ai regolatori Ue sull’eventuale necessità di inasprire la
normativa sulla neutralità della rete.

"Il concetto di net neutrality si basa sul principio che
l’informazione su Internet venga trasmessa in modo imparziale
indipendentemente dal contenuto, dal destinatario o dalla fonte”,
afferma Hustinx. "Controllando le comunicazioni dei loro
utenti online, gli Isp potrebbero infrangere le norme vigenti sulla
confidenzialità delle comunicazioni, che è invece un diritto
fondamentale che va difeso. Un serio dibattito sulle normative
della net neutrality deve assicurare che la confidenzialità delle
comunicazioni degli utenti sia protetta con efficacia”.

In un parere formale espresso alle autorità Ue, Hustinx ha già
spiegato che alcune delle tecniche impiegate dagli Isp per gestire
il traffico sulle loro reti potrebbero essere contrarie alle leggi
Ue sulla protezione dati e sulla privacy. Gli Isp potrebbero
violare le norme quando accedono ai dati personali degli utenti,
come i dettagli degli account, per decidere come gestire il
traffico. Le nuove linee guida che ora il Supervisor chiede
all’Europa dovrebbero chiarire anche quali tecniche di ispezione
gli Isp possono usare per motivi di sicurezza, senza necessità di
consenso dell’utente, e quale monitoraggio ha invece bisogno del
consenso informato ed esplicito. Che secondo Hustinx dovrebbe
essere richiesto sempre nel caso in cui gli Isp, per gestire il
traffico, procedano a “monitoraggio e filtro delle comunicazioni
individuali per limitare o consentire l’accesso a determinati
servizi e applicazioni come file sharing e VoIp”.