Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

SBLOCCA ITALIA

Giacomelli: “In arrivo sgravi fiscali per la banda larga, ma non a fondo perduto”

Il sottosegretario alle Comunicazioni: “Stiamo migliorando lo Sblocca Italia. Puntiamo ad evitare duplicazioni, precisando meglio quali sono le aree bianche”. E sugli operatori: “Abbiamo chiesto i piani di investimento sull’ultrabroadband, solo Telecom ce li ha forniti”. Il dibattito sulla rete: “Serve una discussione per capire se il modello è ancora valido”

10 Ott 2014

F.Me.

Gli sgravi fiscali per la realizzazione delle reti previsti nello Sblocca Italia sono “una buona intuizione, stiamo lavorando a precisare meglio le norme per evitare che si tratti solo di un contributo a fondo perduto senza effetti reali sul piano nazionale”. Lo dice in un’intervista al Sole 24 Ore, il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli. Il governo punta a evitare duplicazioni, precisando meglio le aree bianche (cioè quelle “a fallimento di mercato”) in cui investire con un vantaggio fiscale e puntando a una selezione dei progetti sulla base di qualità e convenienza economica.

A fine ottobre, inoltre, è in arrivo un per la banda larga in arrivo una correzione di rotta importante sul credito d’imposta per la realizzazione delle reti ultrabroadband. Il Piano nazionale banda ultralarga, che dovrebbe avere risorse attorno ai 7 miliardi, prevede anche la creazione di un catasto delle reti, l’etichetta “broadband ready” per i nuovi edifici, iniziative per sveltire pratiche e procedure.

“Niente trionfalismi”, dice Giacomelli parlando sempre della banda ultralarga, sottolineando che “c’è ancora da lavorare”, a partire dal “convincere le Regioni che serve programmare maggiori investimenti sull’ultrabroadband”.

Le Regioni infatti, pur avendo a disposizione notevoli risorse comunitarie – spiaga ancora Il Sole, in un altro articolo – spesso si sono rivelate incapaci di farne buon uso. Come spiegano infatti alla Dg Politiche regionali di Bruxelles, fatta eccezione per la Lombardia, nessuna altra regione italiana è in condizione di presentare un profetto dettagliato per la banda larga. A pesare la mancanza di competenze tecniche minine per progettare la rete digitale.

Il sottosegretario ricorda che “abbiamo chiesto a tutti gli operatori di tlc di fornirci i loro piani di investimento sull’ultrabroadband. L’esito è stato deludente: praticamente solo Telecom ci ha dato notizia dei suoi piani di investimento”. Ora gli operatori “saranno contattati singolarmente e alla svelta perché c’è troppa differenza tra gli impegni formali e gli annunci sui giornali”.

Per quanto riguarda la rete Telecom, Giacomelli evidenzia la necessità di aprire “una discussione per capire se il modello attuale è valido per gli obiettivi 2020”. Inoltre, a detta del sottosegretario, da parte di Telecom “un piano industriale convincente, con un risposta convincente sul piano dello sviluppo della rete”.

Sul canone per le frequenze tv, Giacomelli conferma la volontà del Governo di intervenire, “vedremo se con emendamenti allo sblocca Italia o con un decreto ad hoc. Puntiamo a un regime transitorio quest’anno, per arrivare poi a una definizione per il 2015 con una normativa cambiata”.

Articolo 1 di 5