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Golden share, la Ue rimanda di un mese il deferimento dell’Italia

Slitta il ricorso alla Corte di Giustizia europea. Bruxelles: “Gli ultimi contatti con il governo di Roma suggeriscono che il Paese si metterà presto in regola”

24 Nov 2011

Un mese di tempo all'Italia prima del deferimento alla Corte di
giustizia Ue per la questione della Golden share: è quanto ha
stabilito oggi la Commissione Ue, precisando che "gli ultimi
contatti con le autorità di Roma suggeriscono che a breve
l'Italia si metterà in regola e quindi Bruxelles ha deciso di
rimandare di un mese il deferimento".

La decisione del deferimento è stata presa perchè le golden share
previste negli statuti di Enel, Eni, Telecom Italia e Finmeccanica
"impongono restrizioni ingiustificate alla libera circolazione
dei capitali e al diritto di stabilimento". La golden share
del governo garantisce poteri speciali nelle società privatizzate
che operano in settori considerati strategici. Essa concede allo
stato il il potere di opporsi sia all'acquisto di azioni sia
alla conclusione di parte tra gli azionisti che detengono una
determinata quota del diritto di voto (pari al 5% o inferiore).

Inoltre lo stato può opporsi a decisioni di strategia aziendale
come fusioni o scorporazioni. I contatti avuti a Bruxelles martedì
scorso dal premier Mario Monti hanno indotto la Commissione "a
prevedere che entro breve l'Italia riuscirà a conformarsi alla
legislazione Ue", convincendo così l'esecutivo "a
rimandare di un mese l'esecuzione della decisione di rinvio
dinanzi alla Corte".

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