Google sostiene Samsung nella guerra contro Apple - CorCom

BREVETTI

Google sostiene Samsung nella guerra contro Apple

Secondo una testimonianza video trasmessa in tribunale nella causa in corso negli Usa, il motore di ricerca si sarebbe fatto carico delle spese di difesa e danni relativamente a tre licenze contestate nella causa intentata dalla Mela

23 Apr 2014

Patrizia Licata

Un patto segreto tra Google e Samsung per sostenersi nella causa sui brevetti intentata da Apple contro la sud-coreana: l’accordo è stato portato alla luce in una deposizione videoregistrata trasmessa dagli avvocati della Mela nel corso dell’udienza all’interno del procedimento legale che vede contrapposte Apple e Samsung negli Stati Uniti.

Come noto, Apple ha chiesto a Samsung 2 miliardi di dollari di danni per aver “copiato” alcuni brevetti dell’iPhone. Dalla deposizione video è emerso che Google si è accordata segretamente con Samsung nel 2012 per occuparsi di parte della sua difesa.

Nel video, si vede il rappresentante legale di Google James Maccoun cui vengono mostrate alcune email scambiate tra Google e Samsung in cui viene definito l’accordo, secondo quanto riporta IDG News Service. Nelle email, Google si offre di proteggere Samsung dalla responsabilità legale nei confronti di due brevetti Apple perché riguardano la search box di Android e nei confronti di un terzo brevettto Apple perché riguarda la app Gmail di Google.

Questa “protezione” accordata da Google significa in pratica che Big G si è assunta la responsabilità di difendere Samsung se Apple avesse avanzato pretese contro la sud-coreana riguardo a quei tre brevetti. Non sono stati rivelati altri dettagli dell’accordo tra Google e Samsung ma questa protezione dalla responsabilità legale di solito implica anche che una parte si impegna a coprire i costi e i danni per l’altra parte (in questo caso solo relativamente ai tre brevetti in questione).

La difesa di Samsung si basa sulla tesi che alcune delle accuse di Apple dovrebbero essere considerate dalla giuria come infondate perché riguardano software sviluppato da Google. Mostrando il video, Apple ha voluto dimostrare alla giuria che le due aziende lavorano fianco a fianco per difendersi dalle accuse sulla violazione di quei brevetti. Il video è stato trasmesso nei momenti finali del dibattimento di Apple. Le due parti in causa hanno avuto entrambe 25 ore dal giudice Lucy Koh, tempo che hanno pienamente utilizzato (e si è esaurito ieri sera). La corte federale si riunirà di nuovo per ascoltare le arringhe finali lunedì 28 aprile e prenderà subito dopo la sua decisione.