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VERSO IL CONSIGLIO UE

Gsma: “Mercato unico digitale, servono più incentivi ad investire”

L’associazione lavora a un documento per migliorare la proposta della Commissione: “Troppa enfasi alla riduzione dei prezzi nel breve periodo”. Consolidamento: “Nel mobile alleggerire la regolamentazione”

16 Ott 2013

Francesco Molica

Cresce a Bruxelles l’attesa per il Consiglio europeo in calendario per il 24 e 25 ottobre prossimi e per la prima volta incentrato sui temi del digitale. E in parallelo s’intensifica il dibattito attorno al pacchetto “connected continent” della Commissione europea, tra i principali, e più bollenti dossier che tra dieci giorni dovrebbero dominare le negoziazioni tra i capi di stato Ue. E mentre oggi pomeriggio gli ambasciatori presso l’Ue degli stati membri si riuniranno per l’ultimo round di trattative preliminari in preparazione del summit, Gsma entra a piedi uniti nell’agone con un documento inequivocabilmente critico nei confronti del piano Kroes per il mercato unico.

In una lettera aperta indirizzata agli stati membri in vista del vertice, l’organizzazione che raggruppa i principali operatori mobili del continente bolla il pacchetto della Commissione come “un’opportunità mancata”. Gsma ribadisce certo il proprio sostegno alla realizzazione di “un continente più connesso che possa promuovere l’innovazione così come un ecosistema digitale vibrante”.

Tuttavia, è l’opinione messa nera su bianco nella lettera, “anche se la proposta della Commissione contiene alcuni elementi positivi, ad esempio in materia di spettro, riteniamo che essa non riesca a rispondere alla sfida”, o meglio ad una delle sfide, che si è prefissa. Quella cioè di contribuire a risollevare le sorti dell’industria delle telecom europea. Per questo motivo il documento chiede agli stati una pausa di riflessione “per migliorare la proposta della Commissione e allargarne la sfera d’applicazione in modo da includere una serie di aspetti aggiuntivi”. Ricalcando quella che, a quanto si vocifera, è la posizione condivisa da molti paesi, a cominciare dalla Francia, Gsma sembra indicare che il regolamento dovrebbe essere riveduto in modo da dare un’enfasi più marcata al problema “degli investimenti nelle infrastrutture di telecomunicazione”.

Di qui un trittico di raccomandazioni. Per prima cosa, secondo i big del mobile europei, “i legislatori e regolatori del continente dovrebbe concentrarsi sul garantire più incentivi agli investimenti e all’innovazione”, contro un ‘eccessiva attenzione conferita fin qui “alla riduzione dei prezzi sul breve periodo”. Una svolta simile è richiesta sul versante non privo di ombre del consolidamento: “gli ostacoli ad un consolidamento efficace del mercato del mobile dovrebbero essere ridotti snellendo le procedura di disamina dei merger e assumendo un approccio più prudente nell’imposizione di rimedi regolamentari”. Infine Gsma domanda un “ecosistema più favorevole ai servizi digitali innovativi”.

Nel frattempo a Bruxelles hanno cominciato a circolare le prime bozze delle conclusioni del Consiglio Ue. Si tratta di versioni da prendere con le pinze, in quanto non ancora ratificate a titolo definitivo neppure dai diplomatici che stanno gestendo le negoziazioni. Ma lasciano nondimeno intravvedere uno spiraglio per le ambizioni del commissario per l’agenda digitale Neelie Kroes. Il documento, infatti, recita “che il Consiglio Europeo accoglie con favore la presentazione da parte della Commissione del pacchetto “Connected Continent” e incoraggia il legislatore a intraprendere un inteso esame dello stesso nell’ottica di una tempestiva approvazione”. Il che, come segnalano diverse fonti diplomatiche, non equivale tuttavia ad un via libera secco al pacchetto, poiché come dimostrano le recenti dichiarazioni del Ministro transalpino all’economia digitale Fleur Pellerin almeno Francia e Regno Unito sono piuttosto ostili all’ipotesi di un’approvazione lampo. Quanto all’altro tema caldo che dovrebbe tenere banco nell’assise dei capi di stato, ossia la tassazione delle web companies, secondo le conclusioni provvisorie gli stati membri avrebbero deciso di rinviarne una discussione più approfondita al prossino Consiglio di dicembre. Ma per l’intanto chiederanno alla Commissione studiare “un sistema di imposte differenziato per i prodotti fisici e digitali”.

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