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Guerra di brevetti fra Oracle e Google. Faccia a faccia Page-Ellison

I ceo delle due aziende in tribunale per una tentativo di conciliazione. Pomo della discordia l’utilizzo di Java sui device che girano su Android. BigG rischia una multa miliardaria

20 Set 2011

Google e Oracle tentano la conciliazione per risolvere la lite sui
brevetti che pende su Android, il sistema operativo di Google che
oggi gira su più di 150 milioni di device mobili.

Pomo della discordia è l’utilizzo da parte di Google di java, il
software proprietario di Oracle vero e proprio linguaggio delle
apps mobili.

Larry Page, ceo di Google, e Larry Ellison, ceo di Oracle, sono
stati chiamati a comparire in tribunale, di fronte alla corte
federale di San Josè in California. L’obiettivo è risolvere la
disputa che dura da più di un anno intorno ad Android. Oracle
accusa Google di violazione di brevetti relativi al software Java.
La conciliazione eviterebbe il rischio di un giudizio sul fatto se
Google detenga o meno le royalty.

“E’ come Gorbaciov e Reagan – dice Scott Daniels, avvocato
dello studio Westerman Hattori Daniels & Adrian di Washington –.
L’unica possibilità di risolvere il caso e mettere fine alla
Guerra fredda, per restare in tema, è quella di un faccia a faccia
fra i due contendenti”.

La denuncia di Oracle risale all’agosto del 2010 e potrebbe
rappresentare per il software di Google una minaccia di gran lunga
maggiore di Apple, che ha già vinto diverse cause relative a
brevetti intentate ai danni di produttori di device targati
Android.

Conciliando con Oracle, Page mira a non pagare ad Oracle i canoni
di licenza, che secondo stime di Citigroup potrebbero ammontare ad
almeno 15 dollari per ogni singolo device prodotto che gira su
Android. Una cifra che potrebbe rallentare l’adozione di
Android.

“Speriamo che sia una giornata produttiva”, ha detto oggi Page
entrando in aula. Ellison, dal canto suo, è sotto pressione: deve
fare degli utili dall’acquisizione di Sun Microsystems, in
particolare spremendo il software java, dopo che un report dello
scorso giugno ha mostrato un calo di vendite degli hardware,
sollevando preoccupazioni sulla capacità di Oracle di ottenere il
massimo dall’acquisizione da 7,3 miliardi di dollari. Nel 2008 i
ricavi di Sun Microsystems per licenze legate a Java non hanno
superato i 220 milioni di dollari.

“Faremo del nostro meglio”, ha detto oggi Ellison entrando in
aula, un osso duro dei tribunali, capace in passato di vincere una
causa da 1,3 miliardi di dollari ai danni di Sap. I negoziati fra
le parti sono durati tutta la giornata e riprenderanno domani. In
un primo momento Oracle ha quantificato in 6,1 miliardi di dollari
i danni per il presunto utilizzo non autorizzato della tecnologia
Java da parte di Google.

Secondo stime degli analisti, una somma ragionevole per
l’utilizzo del software targato Oracle da parte di Google sarebbe
di 100 milioni di dollari. Un canone fisso per device potrebbe
ammontare ad una cifra compresa fra 5 e 10 dollari, di certo se
questa fosse la soluzione Google cercherebbe di scendere a un
dollaro. In ogni caso si tratterebbe di somme consistenti, visto
che ogni giorno vengono attivati 550mila device che girano su
Android, che detiene il 43% del mercato degli smartphone, rispetto
al 17% di un anno fa (stime Gartner).

Azeiende come Rim, Sony e Amazon già utilizzano Java sotto licenza
e Oracle sostiene che anche Google dovrebbe fare lo stesso. Anche
se una pesante debacle di Google non è nell’interesse di Oracle.

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