Brevetti, Huawei porta Verizon in tribunale - CorCom

LA CAUSA

Brevetti, Huawei porta Verizon in tribunale

Il vendor cinese accusa la telco americana di usare indebitamente 12 suoi patent per i prodotti Wireline. Secondo gli esperti la richiesta di risarcimento potrebbe sfiorare il miliardo di dollari

06 Feb 2020

Patrizia Licata

giornalista

Huawei Technologies fa causa a Verizon Communications negli Stati Uniti, sostenendo che l’azienda telefonica abbia usato 12 suoi brevetti senza alcuna licenza. Il vendor cinese chiede alla più grande telco mobile americana un risarcimento per lo sfruttamento non autorizzato dei propri brevetti, che riguardano aree come computer networking, download security e comunicazione video, e anche il pagamento di royalty per l’utilizzo attuale della sua proprietà intellettuale. La causa è stata depositata nei tribunal Eastern and Western District in Texas.

“I prodotti e servizi di Verizon hanno beneficiate di tecnologie brevettate da Huawei che Huawei ha sviluppato in molti anni di ricerca e sviluppo”, ha dichiarato il Chief legal officer di Huawei in una nota per i media. “Huawei chiede semplicemente che Verizon rispetti gli investimenti di Huawei in ricerca e sviluppo o pagando per l’uso dei nostri brevetti o smettendo di usarli nei suoi prodotti e servizi”.

I ricavi di Verizon “hanno beneficiato dei brevetti Huawei”

Huawei non ha per ora fornito la cifra del risarcimento del danno perché non può quantificare il contributo che i suoi brevetti danno ai servizi di Verizon, secondo Reuters. Ma nei documenti depositati in tribunale Huawei afferma che Verizon ha “tratto grandi benefici economici” dalle sue tecnologie, ricordando che il segmento Wireline del carrier Usa – che copre i prodotti di comunicazione voce, dati e video – ha generato ricavi di 29,8 miliardi di dollari nel 2018.

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Reuters riporta, in base a fonti confidenziali, che i rappresentanti Huawei e di Verizon si sono incontrati sei volte nel corso dell’ultimo anno (da febbraio 2019) per discutere la disputa brevettuale ma non hanno mai trovato una soluzione. A giugno il Wall Street Journal ha scritto che Huawei cercava un risarcimento da Verizon per l’utilizzo indebito di oltre 200 suoi brevetti. Ma ora l’azienda cinese avrebbe deciso di ricorrere alle vie legali solo per 12 di questi brevetti perché avrebbe prove più chiare della violazione e perché un numero ridotto sarebbe più gestibile per il tribunale.

Le royalty potrebbero valere fino a 1 miliardo

A giugno scorso la stampa americana riportava che Huawei stava trattando con Verizon e altre aziende degli Stati Uniti per ottenere il pagamento di royalty per l’utilizzo dei suoi brevetti. Le trattative erano in una fase preliminaree, ma il vendor di Shenzhen era deciso a ottenere il giusto riconoscimento per lo sfruttamento della sua proprietà intellettuale; secondo Reuters intendeva chiedere a Verizon 1 miliardo di dollari di royalty per l’utilizzo di oltre 230 dei suoi brevetti.

Huawei ha accumulato un portafoglio di 87.805 brevetti su scala mondiale. Di questi, 11.152 sono registrati negli Stati Uniti.  Migliaia di elementi in questo cospicuo bacino di proprietà intellettuale sono rappresentati da tecnologie standard-essential, ovvero forniscono la base imprescindibile per lo sviluppo delle reti mobili 3G, 4G e 5G. Le altre imprese, anche i concorrenti di Huawei, finiscono quindi con l’utilizzare queste tecnologie brevettate da Huawei, comprese Verizon e altre società americane o globali che, pur non comprando direttamente prodotti da Huawei, comprano però da vendor che usano tecnologie brevettate dalla società cinese.

“Abbiamo fornito svariate centinaia di brevetti a Verizon e sono brevetti che si riferiscono a diverse aree delle operazioni di rete. Coprono quasi tutte le operazioni end-to-end di Verizon”, ha affermato Huawei un anno fa, aggiungendo che stava incontrando anche altre aziende americane e “di altri paesi” per discutere di royalty, ma senza svelare nomi.

Secondo i commentatori Usa, la strategia aggressiva di Huawei è la conseguenza del braccio di ferro commerciale tra Usa e Cina e della messa al bando dalla fornitura di attrezzature di rete negli Stati Uniti decisa da Donald Trump contro Huawei. La risposta della politica Usa non si è fatta attendere: il senatore Repubblicano Marco Rubio ha proposto una legge per vietare a Huawei di accedere ai tribunali degli Stati Uniti per le cause legali sui brevetti e ha accusato Huawei di essere “un troll dei brevetti”.

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