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IL REPORT

Huawei licenzia negli Usa: 850 i lavoratori a rischio

I tagli riguarderanno in particolare la sussidiaria Futurewei Technologies. E il piano coinvolge i centri di ricerca in California, Texas e Washington. Ai dipendenti cinesi sarebbe stata offerta la possibilità di rientrare in patria e continuare a lavorare per l’azienda

15 Lug 2019

Antonio Dini

Patrizia Licata

giornalista

Effetto sanzioni. Questa volta tocca ai laboratori di ricerca e sviluppo di Huawei negli Usa: chiusura prevista per tre centri in California, Texas e Washington che danno da lavorare a 850 persone in tutto, in parte americani e in parte cinesi.

Secondo il Wall Street Journal, mentre Huawei sta continuando a fare opposizione alla lista nera americana, starebbe anche progettando di chiudere uffici e tagliare posti di lavoro nella sua filiale americana. I tagli toccheranno soprattutto i dipendenti di Futurewei Technologies, sussidiaria dell’azienda cinese per la ricerca e sviluppo che impiega circa 850 persone. Alcuni lavoratori sono già stati informati dei licenziamenti e presto potrebbero essere annunciati internamente ulteriori tagli. La stampa americana aveva già anticipato alcune settimane fa che centinaia di persone avrebbero potuto perdere il lavoro, senza però fornire una stima esatta. Secondo le informazioni raccolte, ai dipendenti cinesi di Huawei negli Stati Uniti è stata offerta la possibilità di tornare in patria e continuare a lavorare per l’azienda. Gli ingegneri americani o di altre nazionalità invece non avranno questa opzione.

È un effetto della decisione presa a maggio dal presidente degli Usa Donald Trump di inserire Huawei nella lista nera, impedendogli di vendere e comprare negli Usa. Huawei è una delle aziende tecnologiche strategicamente più importanti della Cina, e il suo blocco minaccia di far crollare le catene di approvvigionamento planetarie del settore hi-tech e interrompere ad esempio il lancio mondiale delle tecnologie telefoniche 5G. Ma non solo.

L’amministrazione Trump ha spinto anche per fare in modo che per la scelta delle apparecchiature di rete 5G sia in Europa che negli altri paesi tradizionalmente alleati con gli Usa Huawei venisse bloccata, usando come motivazione il rischio di spionaggio statale diretto o indiretto. Si tratta di accuse che l’azienda cinese ha sempre negato.

La decisione di bloccare l’accesso di Huawei ai fornitori statunitensi, nonostante sia stata mitigata da Trump negli ultimi giorni in alcuni settori considerati non strategici, ha tuttavia accelerato il processo di trasformazione dell’azienda. Il fondatore dell’azienda, Ren Zhengfei, ha previsto che le sanzioni statunitensi costeranno all’azienda circa 30 miliardi di dollari di fatturato nei prossimi due anni.

Le conseguenze del blocco voluto da Trump sono più ampie e complesse da tracciare di quanti inizialmente pensato. Come rilevato da Roth Capital Partners in una nota agli investitori, ad esempio, Huawei ha interrotto anche le vendite degli inverter solari negli Stati Uniti. La decisione è arrivata dopo pochi mesi da quando il parlamento americano aveva cominciato a discutere se bloccare le forniture di Huawei per queste tecnologie negli Usa, citando la preoccupazione che il governo cinese potesse usarli per spionaggio. Un portavoce di Huawei ha detto che anche all’epoca la società aveva tagliato dei posti di lavoro negli Usa a seguito della cessazione delle vendite di inverter negli Usa. Non è stato però dichiarato il numero di posti di lavoro perduti.

Il Rapporto di Sostenibilità 2018

Inclusione digitale, sicurezza e sviluppo sostenibile sono al centro delle strategie di Huawei: lo ribadisce il colosso cinese delle attrezzature Tlc e dei dispositivi mobili nel Rapporto di Sostenibilità 2018. Il report, giunto all’undicesima edizine, illustra le quattro strategie dell’azienda sui temi: inclusione digitale, sicurezza e affidabilità, protezione ambientale e ecosistema sano e armonioso.

Nell’ultimo anno, si legge in una nota della società di Shenzhen, Huawei ha lavorato per contribuire a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, costruire con i suoi partner industriali un ecosistema sostenibile e più inclusivo e perseguire le proprie strategie di sostenibilità.

Nel corso dell’evento in cui è stato presentato il Rapporto di Sostenibilità Huawei 2018, Liang Hua, presidente di Huawei, ha dichiarato: “Abbiamo creato valore per i nostri clienti attraverso l’innovazione. Stiamo facendo tutto il possibile per colmare il divario digitale e soddisfare le esigenze di connettività nel mondo. Vogliamo rendere i servizi digitali ugualmente accessibili a tutti e fare la nostra parte per contribuire allo sviluppo sociale ed economico globale”.

Liang ha spiegato che la protezione dell’ambiente è una componente essenziale delle iniziative di sviluppo sostenibile di Huawei: “L’efficienza energetica è diventata un fattore importante per le future reti di comunicazione: dobbiamo usare meno energia per trasmettere più dati e ridurre il consumo energetico complessivo dei sistemi di alimentazione, le tecnologie Ict possono aiutare in questo campo”.

Liang ha poi spiegato che Huawei ha realizzato molte innovazioni nel corso della sua ricerca sul 5G, nelle fasi ingegneristiche di sviluppo del prodotto. Huawei è riuscita a ridurre il consumo energetico per sito 5G del 20% rispetto alla media del settore. Ciò è stato reso possibile grazie ai nuovi chipset Huawei, i software di sistema, i servizi professionali e le tecnologie avanzate.

Anche nelle sue operazioni l’azienda cinese vuole essere green: per esempio, nel 2018, Huawei ha utilizzato circa 932 milioni di kWh di elettricità da fonti di energia pulita, con una riduzione delle emissioni equivalenti a circa 450.000 tonnellate.

Kevin Tao, membro del consiglio di amministrazione e presidente del Comitato per lo sviluppo sostenibile di Huawei, ha affermato: “Vogliamo portare i benefici della tecnologia digitale a ogni persona, casa e organizzazione nel mondo. A tal fine, abbiamo lanciato un’iniziativa globale per l’inclusione digitale, denominata Tech4All. Ad esempio, la nostra soluzione RuralStar ha collegato 40 milioni di residenti rurali alla fine del 2018.”

Tao ha aggiunto: “Attualmente forniamo servizi di comunicazione a oltre tre miliardi di persone e siamo impegnati a supportare operazioni di rete sicure in tutto il mondo. Onoriamo questo impegno sempre e comunque. Ad esempio, nel 2018, dopo che un terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito l’Indonesia, Huawei è stato l’unico fornitore Ict presente sul territorio.”

Tao ha anche annunciato le nuove strategie di sostenibilità Huawei che prevedono due cambiamenti. Col primo, Huawei amplierà la sua strategia per colmare il divario digitale facendola diventare una vera e propria strategia di inclusione digitale. Il secondo cambiamento riguarda la strategia a supporto della stabilità e la sicurezza delle operazioni di rete e di protezione della privacy degli utenti, aggiornata nella nuova strategia definita di “sicurezza e affidabilità”.

“Huawei ha fatto della sicurezza informatica e della protezione della privacy le sue priorità. Nei prossimi cinque anni – ha annunciato l’azienda cinese – Huawei investirà 2 miliardi di dollari per migliorare le sue capacità di ingegneria del software, per rispondere sempre meglio alle sfide della sicurezza informatica e della privacy che interessano l’intero settore”.

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