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IL CASO

Huawei, strada sbarrata negli Usa. Braccio di ferro Washington-Pechino

Il Congresso vuole estromettere i fornitori cinesi dagli enti governativi per motivi di sicurezza, dopo aver “spinto” At&t a mandare a monte l’accordo commerciale con Huawei. Il vendor non demorde: al via in America una maxi campagna pubblicitaria

15 Gen 2018

Patrizia Licata

giornalista

Nuovo colpo ai vendor cinesi Huawei e Zte e alle loro mire commerciali sul mercato americano: il Congresso degli Stati Uniti intende vietare per legge le forniture di tecnologie Made in China in qualunque ente del governo. Secondo il parlamentare Repubblicano Mike Conaway, che ha disegnato il progetto di legge, le tecnologie commerciali cinesi sono un “mezzo con cui il governo di Pechino spia le agenzie federali degli Stati Uniti, creando una grave minaccia per la sicurezza nazionale”. Solo qualche giorno fa Huawei ha visto fallire i negoziati con At&t per vendere negli Usa i suoi smartphone tramite il carrier, mentre Zte ha rimandato al 2019 il progetto di lanciare negli Usa uno smartphone per il 5G.

Per gli analisti di CCS Insight si tratta di un grave passo indietro soprattutto per le ambizioni di Huawei, colosso mondiale delle attrezzature telecom e uno dei maggiori vendor di telefonini. Il mercato degli Stati Uniti ha dimensioni che lo rendono molto attraente nonostante le sue peculiarità – dallo spettro utilizzato agli standard tecnici fino alle severe regole di certificazione per i carrier – e Huawei era finalmente riuscita nella seconda metà del 2017 a entrare in trattative con At&t e Verizon per fornire i loro negozi con almeno uno dei suoi modelli di punta, il Mate 10 Pro. A dicembre Huawei ha velatamente confermato i rumors e indicato che avrebbe venduto i suoi smartphone negli Usa in alleanza con diversi carrier. Il supporto degli operatori mobili è fondamentale perché negli Stati Uniti il 90% dei cellulari si vende nei negozi dei carrier.  La scorsa settimana, però, At&t ha interrotto le trattative commerciali e mandato a monte il deal con Huawei, spinta, secondo gli osservatori del mercato americano, da pressioni politiche. Già nel 2012 l’House Intelligence Committee aveva indicato Huawei e Zte come un rischio per la sicurezza nazionale, soprattutto come fornitori delle agenzie governative.

“Questa è una grande delusione per Huawei, come ha sottolineato il Ceo della sua divisione consumer Richard Yu in una presentazione al Ces di Las vegas la scorsa settimana”, osservano gli analisti di CCS Insight. Pure se in maniera discreta, Yu ha detto che le recenti notizie su Huawei in America sono “una forte perdita per i consumatori”. Yu ha confermato che il Mate 10 Pro sarà in vendita al di fuori degli accordi con i carrier, per esempio nei negozi eBay, Amazon o Best Buy.

Anche con il supporto di At&t la strada per Huawei sarebbe stata in salita, visto il dominio di Apple e Samsung negli Usa e la scarsa notorietà del suo marchio, ma comparire nei negozi di uno dei grandi operatori mobili avrebbe aiutato. Huawei non si perde d’animo: ha appena lanciato negli Stati Uniti una campagna pubblicitaria con lo slogan “Wow Way” per farsi conoscere dai consumatori Usa e per aiutarli a ricordare (e pronunciare) il suo nome con un jingle assonante che ricorda quell’effetto Wow che per gli americani significa “sorprendente e sensazionale”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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