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LA SFIDA PAESE

Ibarra: “Le reti non bastano, puntare sulle competenze”

L’Ad di Wind al Corriere delle Comunicazioni: “Lo Sblocca Italia va nella giusta direzione, ma serve anche puntare sugli skill: rimettere al centro scuola, università e ricerca”

30 Set 2014

Maximo Ibarra, Ad di Wind

Credo sia ormai chiaro che le telemunicazioni rappresentino uno dei motori per la ripresa economica e la crescita dell’occupazione nel nostro Paese. Sono convinto da tempo, infatti, che l’innovazione digitale abbia un ruolo cardine per potenziare la competitività e lo sviluppo del sistema Italia. Il recente Decreto Sblocca Italia comincia a muoversi nella direzione giusta: sono state introdotte diverse misure per le telco e, più in generale, è stata confermata l’attenzione concreta che questo Governo rivolge al nostro settore. In primis, le reti sono state riconosciute come strategiche al pari delle altre infrastrutture fisiche, prevedendo una serie di agevolazioni per la loro realizzazione.

In secondo luogo, è emersa la volontà di “sbloccare” anche i processi burocratici troppo lenti per la realizzazione delle reti che penalizzano lo sviluppo tecnologico del Paese. Il percorso delle istituzioni, rispetto all’innovazione digitale, mi sembra, quindi, ormai avviato. Promuovere lo sviluppo attraverso le telecomunicazioni è una scelta che impatterà positivamente non solo sull’economia, ma anche nella vita quotidiana dei cittadini e nel loro rapporto con la Pubblica Amministrazione come, peraltro, sta già accadendo nei comportamenti di consumo legati al web.

Serve, però, un ulteriore cambio di passo perché insieme alle infrastrutture occorre pensare anche alle competenze digitali, mettendo al centro scuola, ricerca ed università. E qui auspico che il Governo Renzi continui con forza su questa strada. La rivoluzione digitale non può attendere.

Ecco gli altri contributi dell’inchiesta

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