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Il Canada obbliga gli incumbent ad “aprire” le reti in fibra

I provider alternativi pagheranno un sovrapprezzo del 10% ma potranno accedere ai network di Bell Canada e delle altre telecom storiche. Inutili le proteste dei big: il regolatore vuole un mercato della banda larga più competitivo

02 Set 2010

Libero accesso all’ultimo miglio per gli operatori alternativi:
è quanto ordinerà d’ora in poi agli incumbent nazionali il
regolatore telecom canadese, la Canadian radio-television and
telecommunications commission (Crtc).

Grazie alle nuove regole della Crtc, i provider alternativi di
servizi telecom potranno mettere le mani sulle stesse reti veloci
basate su fibra finora appannaggio esclusivo dei grandi gruppi come
Bell Canada, Bell Aliant e Telus, impegnate aggressivamente a
realizzare i loro network Fttx.

Ciò significa che anche gli operatori alternativi potranno offrire
connessioni ultraveloci ai loro clienti, ma, ovviamente, dovranno
pagare: un aumento del 10% sui servizi premium, tra cui quelli
basati su connessioni in fibra del tipo Fiber to the home e Fiber
to the business, e sul'accesso alla Fiber to the node (Fttn)
basata su Vdsl/Vdsl2. Gli altri prezzi dei servizi all’ingrosso
resteranno invariati.

"Obbligare gli incumbent a fornire accesso alle loro reti
creerà maggiori opportunità alla concorrenza nei servizi Internet
retail e andrà nel miglior interesse dei consumatori”, ha
affermato Konrad von Finckenstein, presidente della Crtc.

Prima di questa decisione del regolatore, i grandi gruppi telecom
canadesi avevano la facoltà di rallentare i servizi dei
concorrenti che passavano sull’ultimo miglio. Oggi non potranno
più farlo e già Bell Canada e Telus sono sul piede di guerra. Ma
uno studio della Harvard University rivela che i Paesi come il
Regno Unito dove l’accesso all’ultimo miglio è stato aperto ai
provider alternativi hanno creato con successo mercati della banda
larga molto più competitivi.