Il canone Rai in bolletta è legge. I consumatori: "Rischio caos" - CorCom

TELEVISIONE

Il canone Rai in bolletta è legge. I consumatori: “Rischio caos”

Oggi la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Entro il 3 agosto le norme dell’Agenzia delle entrate per le richieste di rimborso su “pagamenti doppi” o per chi non possiede l’apparecchio Tv

06 Giu 2016

A.S.

E’ stato pubblicato oggi nella gazzetta ufficiale datata 4 giugno il decreto del ministero dello Sviluppo economico del 13 maggio 2016, n. 94, che contiene le norme di attuazione del canone Rai in bolletta, come stabilito dall’articolo 1, comma 154, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Nella bolletta di luglio, così, chi possiede un televisore vedrà addebitate le prime sette rate del canone, pari quindi a 70 euro, sul totale di 100 previsto dal tributo.

Ma le associazioni dei consumatori promettono battaglia, facendo leva sul fatto che il decreto sia stato pubblicato in gazzetta ufficiale dopo la scadenza del temine per autocertificare il non possesso dell’apparecchio televisivo, e quindi il diritto all’esenzione dal canone, che scadeva il 16 maggio.

Le associazioni sollevano inoltre il fatto che il decreto preveda che per richiedere l’esenzione dal canone i cittadini dovessero utilizzare il modello che l’agenzia delle entrate ha licenziato il 24 marzo, e non quelli precedenti: “Una tesi assurda, che ci lascia perplessi dal punto di vista legale”, sottolinea l’Unione nazionale consumatori, evidenziando che in molti avrebbero presentato la domanda prima di quella data.

“Chiunque abbia presentato una dichiarazione esaustiva che contiene tutti gli elementi utili, non può essere costretto a pagare il canone solo perché non ha compilato il modellino appositamente predisposto” denuncia Massimo Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

Nel caso di pagamenti doppi all’interno dello stesso nucleo familiare, inoltre, o per il non possesso della Tv, sarà anche possibile chiedere un rimborso di quanto indebitamente trattenuto in bolletta. Sarà possibile farlo utilizzando un modulo di richiesta che l’Agenzia delle entrate sta mettendo a punto, e che sarà pubblicata entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto ministeriale, quindi entro il 3 agosto.

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