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IL CASO

Il cda di Ei Towers mette una pietra sull’opas Rai Way

La riunione straordinaria del board convocata per ratificare la rinuncia all’offerta pubblica d’acquisto sulla controllata della Tv di Stato. E per delineare la strategia che mira alla realizzazione di un polo unico nazionale delle torri di trasmissione Tv

22 Apr 2015

Antonello Salerno

Il cda straordinario di Ei Towers convocato per oggi sancirà la definitiva rinuncia della società delle torri di trasmissione Tv Mediaset all’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata a marzo su Rai Way. Una linea consequenziale a quanto già annunciato nei giorni scorsi, dopo il parere negativo della Consob e lo stop che si profilava dall’Antitrust, e dopo la decisione assunta ieri dell’assemblea degli azionisti, su proposta di Elettronica Industriale, di distribuire un dividendo di poco più di 31 milioni di euro agli azionisti. Una cedola che inizialmente il cda aveva proposto di accantonare in ista dell’operazione su Rai Way.

Una volta ratificata la decisione di rinunciare all’offerta, il board di Ei Towers analizzerà la situazione e deciderà come muoversi per il futuro, con l’obiettivo di non rinunciare al progetto di creazione di un operatore unico nazionale delle torri di trasmissione Tv, e quindi di coinvolgere nell’operazione Rai Way ed eventuali fondi di investimenti provati, che con la loro presenza potrebbero scongiurare eventuali problemi in ottica Antitrust per il nuovo progetto. Che l’idea di un operatore unico rimanga un obiettivo di Ei Towers lo ha confermato ieri l’Ad della società, Guido Barbieri, affermando che la rinuncia all’opas non è un addio, e che il progetto “ha tale senso che un arrivederci è d’obbligo. Metteremo tutta la nostra energia ed entusiasmo per far evolvere il settore in maniera più efficiente con tempi e modi compatibili con la volontà di tutti i soggetti in gioco”.

Uno dei punti all’ordine del giorno oggi, quindi, sarà trovare il modo di favorire un contatto e un inizio di discussione con Rai Way, prospettiva che in presenza dell’offerta pubblica non era possibile, ma che sgombrato il campo dall’opas torna in primo piano. Ma parallelamente ci saranno da annodare i fili di tutta una serie di contatti, a partire da quelli istituzionali e per proseguire con quelli che portano ai fondi d’investimento, che potranno rendere possibile in futuro la nascita dell’operatore unico. Proprio sui fondi, rispondendo a una domanda su un eventuale coinvolgimento di F2i nell’operazione, ieri Barbieri aveva risposto che “qualunque soluzione che possa agevolare un processo di consolidamento è benvenuta”, aggiungendo che però al momento non ci sono stati contatti tra le parti.

La prospettiva di un player unico che gestisca le torri di trasmissione Tv intanto continua a riscuotere consensi tra gli addetti ai lavori. E’ di ieri la dichiarazione di Urbano Cairo, proprietario di Cairo Communication, che riconosceva che “l’unione di queste due aziende può essere una cosa giusta, però deve diventare una public company dove non hai un azionista prevalente. Però l’idea dal punto di vista dell’efficienza funziona. Bisogna stare attenti alla proprietà”.

Un’altra valutazione positiva è arrivata oggi da Rodolfo De Laurentiis, presidente di Confindustria Radio-Tv: “Sono favorevole a tutto ciò che consente la valorizzazione dei nostri asset strategici”, ha detto a margine di un convegno alla Camera”, sottolineando che un’ipotesi del genere sarà percorribile “se ci saranno le condizioni”.