Il piano B di Telecom: Sparkle in cambio di Metroweb e "conguaglio" da 1,3 miliardi - CorCom

LA NUOVA OFFERTA

Il piano B di Telecom: Sparkle in cambio di Metroweb e “conguaglio” da 1,3 miliardi

Secondo indicrezioni di stampa la società guidata da Cattaneo e Recchi avrebbe “rilanciato” all’offerta Enel con una proposta che prevede la cessione del 100% di Sparkle. Asati sul piede di guerra: “Impresa folle”

20 Mag 2016

Mila Fiordalisi

Il 100% di Sparkle in cambio di Metroweb più un “conguaglio” di 1,3 miliardi. Questa, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Radiocor Plus, la nuova proposta che Telecom avrebbe sottoposto a Cdp e F2i a seguito dell’offerta, presentata ieri da Enel che valorizza Metroweb per 806 milioni e punta alla creazione di una newco insieme con Cdp o alla fusione Metroweb-Eof. La cessione di Sparkle rappresenterebbe il “piano B” a seguito dell’offerta da 820 milioni già presentata dalla società guidata da Flavio Cattaneo e Giuseppe Recchi ai due azionisti di Metroweb e “scaduta” oggi (l’offerta era stata data per valida fin al 20 maggio).

La cessione di Sparkle consentirebbe a Cdp, e quindi allo Stato, di entrare in possesso di un asset importante. La rete di Sparkle collega oltre 500 operatori telefonici in 37 Paesi e si estende per circa 450.000 km su sistemi sottomarini che, dal Mediterraneo, si aprono alle direttrici di traffico longitudinali verso gli Stati Uniti, il Medio e l’Estremo Oriente e trasversali verso l’Europa e l’Africa. Cedendo Sparkle Telecom potrebbe incassare circa 1,4 miliardi: stando alle valutazioni di Level3, Sparkle, che nel 2015 ha registrato un Ebitda di circa 195 milioni, sarebbe valorizzata 2,1/2,3 miliardi di euro. In questa ipotesi, Cdp e F2I potrebbero quindi conferire tutta Metroweb ed effettuare un conguaglio di circa 1,3/1,4 miliardi (scalando gli 820 milioni per Metroweb).

Pronta a fare battaglia l’Asati, l’associazione che riunisce i piccoli azionisti Telecom: “Scambiare una società con meno di 100 persone dipendenti, con una grande e importante impresa è folle – sottolinea il presidente Franco Lombardi -. Quindi ipotesi da rigettare al mittente, se ha il coraggio di farsi riconoscere. Se poi fosse il Governo, la sfida è la stessa, si facciano avanti! Troveranno un ostacolo umano di 480 mila azionisti individuali e 60 mila dipendenti”. Asati invita Telecom Italia “a smentire senza indugio la notizia che ha conseguenze pesanti all’interno e potrebbe avere anche nei confronti dei mercati finanziari”.