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Il progetto “segreto” di Apple: diventare operatore virtuale

Anche Google e Amazon starebbero valutando l’ingresso nell’arena. Notizie che, se confermate, metterebbero a serio rischio il business delle telco “tradizionali”

08 Nov 2010

Il progetto segreto di Apple, quello di trasformarsi in operatore
mobile virtuale, pone con forza il probelma del modello economico
degli operatori classici. Che dovranno cambiare e diversificare il
business, per conservare i loro margini di guadagno. Questa la tesi
avanzata dal quotidiano francese Les Echos, che si interroga sul
futuro "a rischio declino" degli operatori di
telecomunicazioni tradizionali, alle prese con la forza d'urto
dei big player del web, "i barbari della rete che stanno
erodendo i margini degli operatori tradizionali".

La questione si pone con forza, alla luce dei progetti di
cooperazione fra Apple e Gemalto, specialista in soluzioni di
security. Il produttore dell’iPhone si sta trasformando in un
operatore mobile virtuale, proprietario di una scheda Sim
incorporata nei suoi terminali. Una rivoluzione, che porterebbe
Apple a gestire in prima persona gli abbonamenti, costruendo le sue
offerte commerciali in autonomia, con la possibilità di muovere i
suoi abbonati in rete grazie a condizioni vantaggiose.

Secondo Laurent Monéger e Laurent Richaud, consulenti di Oliver
Wyman, questa mossa era prevedibile: "Noi l’avevamo previsto
già all’inizio dell’anno che attori come Apple, Google e
Amazon potessero ampliare il loro raggio d’azione alla
'connettività' – dicono – una mossa che di fatto
taglia fuori l’intermediazione degli operatori classici.
Un’evoluzione che sembra del tutto logica per un attore come
Apple, che ha lasciato il suo mestiere storico da un decennio e
continua a fornire alla clientela un’offerta sempre più
integrata".

Un trend, quello di Apple, che secondo gli analisti rischia
tuttavia di "appannare la sua immagine – aggiungono – dopo
il confronto con un mestiere, quello di operatore, assai complesso
anche se virtuale".

La casa della mela, secondo David Kerr, di Strategy Analytics, ha
tutti i mezzi per "ridurre il numero di interfacce per il
consumatore – dice – E non avendo un’attività storica da
difendere nelle telecom, potrebbe puntare su una prospettiva
diversa". Quale? Ad esempio accordarsi con le banche, che non
si fidano degli operatori tradizionali, per fornire sistemi di
pagamento a distanza; Oppure realizzare sistemi di
videosorveglianza domestica, di sanità, e-learning. Una serie di
servizi che non attirano gli operatori tradizionali e che big del
calibro di Apple e di Google potrebbero sfruttare.