A dieci anni dalla sua nascita, il Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture (SINFI) cambia scala. Mimit, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e Infratel Italia hanno presentato oggi l’evoluzione del Sinfi, oggi riconosciuto come Banca Dati di Interesse Nazionale e destinato a diventare il gemello digitale del sottosuolo italiano.
Il piano vale 69,9 milioni di euro e punta a rafforzare la piattaforma con strumenti di Geo Intelligence, applicazioni di intelligenza artificiale e funzioni predittive. L’obiettivo è rendere più efficiente la pianificazione degli interventi, favorire la condivisione delle infrastrutture, ridurre i costi di scavo e prevenire i danneggiamenti alle reti.
Indice degli argomenti
Dal catasto delle infrastrutture alla pianificazione del territorio
Nato per sostenere la diffusione della banda ultralarga e coordinare gli interventi sulle reti, il Sinfi si è progressivamente trasformato in uno strumento di governo del territorio. La piattaforma raccoglie e organizza dati sul soprasuolo e sul sottosuolo, mettendoli a disposizione di amministrazioni, operatori e soggetti industriali.
La nuova fase amplia questa funzione. Sono previsti il potenziamento dei sistemi di digitalizzazione delle informazioni territoriali, motori di intelligenza artificiale per l’allineamento dinamico di toponimi e numerazioni civiche, il sistema WebGIS Cantieri e Progetti, l’integrazione dei servizi sulla Piattaforma Digitale Nazionale Dati, il rafforzamento dello Sportello Unico delle Telecomunicazioni e strumenti dedicati ai Comuni sotto i 50mila abitanti.
Urso: “SINFI leva della nostra politica industriale”
Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il Sinfi entra nella strategia industriale del Paese e nella partita europea sulle infrastrutture critiche.
“Il SINFI rappresenta una leva strategica della nostra politica industriale a sostegno del sistema produttivo e sociale del Paese e costituisce un vantaggio competitivo per l’Italia anche nel contesto europeo. Governare lo sviluppo del nostro Paese significa valorizzare le infrastrutture strategiche del Paese, dal soprasuolo al sottosuolo fino al dominio marittimo, fondamentali per economia e sicurezza. Per questo abbiamo candidato l’Italia a ospitare il provvedimento europeo che estenderà la mappatura del SINFI anche al dominio subacqueo. Vogliamo fare dell’Italia un Paese leader nelle nuove tecnologie per lasciare alle nuove generazioni un Paese più sicuro e competitivo”
La direttrice indicata dal governo passa quindi dall’interoperabilità, dalla costruzione di una cartografia condivisa e dall’uso dell’intelligenza artificiale. Il tema riguarda anche i fondali marini, dove transitano connessioni e infrastrutture strategiche per il ruolo dell’Italia come hub tra Europa, Mediterraneo e Africa.
Butti: “Lavoriamo per un’Italia più competitiva”
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica e alla Transizione digitale, Alessio Butti, lega l’evoluzione del Sinfi alla necessità di rendere più coordinati gli interventi pubblici e privati.
“Il digitale non vive soltanto nelle applicazioni che utilizziamo ogni giorno, nei servizi online o nelle piattaforme più visibili ai cittadini – ha spiegato – Vive anche nelle infrastrutture fisiche che rendono possibili quei servizi. Vive cioè nei cavidotti, nelle reti, nei tracciati, nei collegamenti che attraversano il territorio e che spesso restano invisibili, pur essendo decisivi. Per questo è importante parlare di potenziamento del Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture”.
“Significa dotare il Paese di uno strumento più moderno per pianificare gli interventi sulle reti, ridurre le duplicazioni, migliorare il coordinamento tra soggetti pubblici e privati e usare meglio le risorse disponibili – ha evidenziato – Abbiamo scelto di investire in questa direzione perché crediamo che la trasformazione debba semplificare il lavoro delle amministrazioni, favorire gli investimenti degli operatori e aiutare i territori a essere più connessi e più competitivi. Soprattutto, crediamo che la trasformazione digitale debba ridurre i divari che ancora separano aree diverse del Paese.”
Le parole di Butti mettono al centro la dimensione operativa della piattaforma, che dovrà supportare investimenti, permessi, cantieri e manutenzione con dati aggiornati e condivisi.
Piccinetti: “SINFI piattaforma per imprese, Comuni e grandi reti”
Per Infratel Italia, l’evoluzione del Sinfi porta il sistema oltre la funzione tecnica originaria. L’amministratore delegato Pietro Piccinetti sottolinea l’impatto atteso sulle decisioni pubbliche e industriali.
“Il SINFI rappresenta oggi molto più di una piattaforma tecnica: è una infrastruttura abilitante della modernizzazione del Paese. Con l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale, delle tecnologie predittive e del Digital Twin nazionale, insieme al MIMIT e al DTD apriamo una nuova fase in cui il SINFI sarà sempre più capace di anticipare criticità e bisogni, supportando decisioni più rapide, efficienti e sostenibili. A beneficiarne non saranno però solo i Sindaci o le Società Regionali, ma anche grandi aziende come ad esempio Anas, Eni, Enel, Ferrovie dello Stato, Fibercop, Inwit, ItalGas, Open Fiber, Snam, Terna”.
Il perimetro coinvolge quindi telecomunicazioni, energia, trasporti, utility e amministrazioni locali. La piattaforma può diventare un punto di incontro tra pianificazione urbanistica, sviluppo delle reti e investimenti privati.
Becchetti: “Focus sull’interoperabilità dei dati”
Il presidente di Infratel Italia, Alfredo Maria Becchetti, insiste sulla qualità del dato e sulla capacità del sistema di aggiornarsi nel tempo.
“Il Sinfi è un catasto vivo, in cui si aggiornano dati per il Paese”
L’interoperabilità diventa uno snodo essenziale. Senza basi informative comuni, gli interventi sulle reti rischiano duplicazioni, rallentamenti e maggiori costi. Con una piattaforma federata, invece, enti e operatori possono lavorare su un quadro più coerente, riducendo frammentazioni e tempi amministrativi.
Di Raimondo: “SINFI sia leva per spunge le reti ultraveloci”
Al confronto è intervenuta anche Laura Di Raimondo, direttore generale di Asstel, che ha richiamato il ruolo delle infrastrutture digitali nella competizione europea.
“Parlare di SINFI significa parlare di infrastrutture, di semplificazione e di capacità del Paese di accelerare lo sviluppo delle reti ad altissima capacità e della trasformazione digitale – ha detto – La priorità è dunque che l’evoluzione del SINFI sia coerente con la sua funzione abilitante: favore lo sviluppo delle reti, semplificare i processi e rendere più efficiente l’utilizzo delle infrastrutture fisiche disponibili”.
“Lo sviluppo del SINFI dovrebbe perseguire finalità di efficienza, coordinamento e condivisione informativa, evitando tuttavia l’introduzione di obblighi ulteriori, ridondanti o non strettamente funzionali agli obiettivi del sistema. Confidiamo che l’evoluzione del SINFI sia condotta entro un perimetro pienamente coerente con il Gigabit Infrastructure Act e con le esigenze operative del settore – ha sottolineato –
Un SINFI coerente con il quadro europeo, centrato sullo sportello unico, sulla semplificazione autorizzativa, sulla qualità dei dati e sulla proporzionalità degli obblighi può diventare uno strumento realmente abilitante per lo sviluppo infrastrutturale. Per questo riteniamo fondamentale proseguire in un confronto stabile e costruttivo tra istituzioni e industria. Le scelte tecniche sul SINFI hanno ricadute concrete sui processi degli operatori, sui sistemi informativi, sui costi, sulla sicurezza delle informazioni e sui tempi di realizzazione delle reti. Il metodo è quindi importante quanto il merito. Una regolazione efficace nasce dal confronto costante con chi dovrà poi applicarla nei processi industriali quotidiani. Da parte di Asstel c’è piena disponibilità a contribuire a questo percorso con spirito costruttivo, mettendo a disposizione l’esperienza degli operatori e della filiera delle telecomunicazioni. L’obiettivo comune deve essere chiaro: fare del SINFI non un semplice contenitore informativo, ma una piattaforma di semplificazione e accelerazione”.
“Se riusciremo a muoverci in questa direzione – ha concluso – il SINFI potrà contribuire concretamente alla realizzazione delle reti ad altissima capacità, alla competitività del Paese e alla qualità dei servizi digitali per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni”.
La proiezione europea e il collegamento con il Piano Mattei
Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti di Comuni e Regioni, insieme agli ambasciatori di Mozambico, Kenya ed Egitto. L’interesse dei Paesi africani riguarda il possibile uso del modello Sinfi a supporto del Piano Mattei, con il coinvolgimento dell’ecosistema italiano delle imprese attive nelle infrastrutture.
Il progetto assume quindi una doppia dimensione. In Italia serve a rendere più leggibile il territorio e a guidare le scelte sulle reti. All’estero può diventare una competenza esportabile, collegata allo sviluppo di infrastrutture, servizi digitali e cooperazione industriale.







