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Il Vaticano passa a Vodafone: via alla “rivoluzione” mobile

Stanotte circa 1.800 utenze dirottate sulla rete dell’operatore britannico. Nel contratto triennale anche più di 180 schede per BlackBerry aziendali e 120 chiavette per i computer portatili

21 Giu 2010

Il Vaticano passa a Vodafone. Il cambio di operatore mobile (da Tim
a Vodafone) è previsto nella notte tra il 21 e il 22 giugno, a
seguito dell'accordo siglato il 14 maggio scorso tra il
Governatorato dello Stato della città del Vaticano e
l'associata italiana della compagnia britannica. Lo ha rivelato
p. Fernando Vergez Alzaga, responsabile della direzione delle
telecomunicazioni del Governatorato, in un’intervista
all'Osservatore Romano.

Il passaggio riguarderà circa 1800 utenze, oltre a 180 schede per
BlackBerry aziendali e 120 chiavette per i computer portatili.
Una vera e propria rivoluzione che interesserà non solo le utenze
private, ma soprattutto i numeri di servizio usati dai vari enti
vaticani (dicasteri, tribunali, Governatorato, Santa Sede,
Amministrazione del patrimonio). Con l’occasione si è provveduto
anche all’aggiornamento del database del Vaticano.

“Nei giorni scorsi – spiega al quotidiano pontificio p. Vergez –
abbiamo sostituito tutte le sim card, ma i vecchi numeri in
funzione non cambieranno, restano gli stessi. Cambia soltanto il
cosiddetto numero breve, utilizzato per le chiamate ai cellulari
della rete vaticana, ma solo nella prima cifra, per una questione
di codici di operatori, che per Tim era 8 e per Vodafone sarà 6.
Il numero 910 per le chiamate da telefono fisso verso mobile della
rete vaticana resta attivo”.

Vodafone si è aggiudicata la gara indetta dal Governatorato, con
il quale ha stipulato un contratto triennale, in virtù della sua
capillare presenza internazionale e degli elevati standard di
servizio garantiti. Solo pochi giorni prima, la Santa Sede aveva
raggiunto con Telecom Italia un accordo per la nuova infrastruttura
di comunicazione integrata, ovvero l'insieme di cablaggi,
apparecchiature di rete e sistemi per la telefonia, destinati a
formare la spina dorsale di comunicazione dello Stato.