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IL QUARTO OPERATORE

Iliad a caccia di un giovane ceo per l’Italia

All’appello mancano ancora le figure chiave e il debutto sul mercato potrebbe slittare a primavera 2018. Incertezze anche sul nome: Ho.mobile potrebbe non essere il brand definitivo. A Roma e Taranto i call center gestiti da Teleperformance

18 Dic 2017

Mila Fiordalisi

Direttore

Tutto rimandato a primavera 2018. È questa la voce che circola nei corridoi delle Tlc italiane e che terrà banco, inevitabilmente, fino a quando Iliad vedrà la luce sul mercato tricolore. Di certo un ritardo c’è rispetto alla roadmap annunciata a suo tempo che fissava il taglio del nastro a fine 2017. E non è da escludersi che bisognerà aspettare ancora qualche mese.

La formazione del team italiano è in corso ma mancano ancora all’appello le figure chiave, a partire dall’amministratore delegato. L’unica (altra) voce che circola è che il cerchio si stia stringendo attorno a un manager giovane. Ma al momento non si conoscono altri dettagli in merito. Anche sul nome dell’operatore non sarebbe stata presa una decisione definitiva: al momento viene identificato con Ho.Mobile (in alcune città la rete è già selezionabile fra quelle che appaiono nella lista dei network sullo smartphone) ma non è detto che sia questo il brand con cui l’azienda si presenterà al mercato. Intanto è stato stretto l’accordo di roaming con Wind Tre e la compagnia sta portando avanti i colloqui in corso con Open Fiber e Tim: l’interesse è infatti anche sul mercato del fisso anche se come annunciato a settembre scorso dal francese Maxime Lombardini “non è la priorità”.

Secondo quanto risulta a CorCom sarebbero intanto pronti al via i tre call center in outsourcing – a gestirli sarà Teleperformance – per le informazioni e l’assistenza ai futuri clienti. Roma e Taranto le location e il personale sarebbe già stato formato.

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