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STRATEGIE

Iliad va avanti sulla rete, ma Levi avverte: “Troppi ostacoli normativi”

L’Ad della compagnia in audizione al Senato: “Limiti elettromagnetici troppo bassi e disomogeneità dei regolamenti urbanistici rischiano di rallentare il progetto”

03 Lug 2019

F. Me.

Iliad punta a diventare un operatore indipendente. La strategia l’ha delineata l’Ad Benedetto Levi, in audizione davanti alla commissione Lavori Pubblici del Senato.

“Oggi – ha spiegato l’Ad – la priorità numero è quella dello sviluppo della propria infrastruttura, lavoriamo con tutti i principali fornitori del settore per sviluppare la nostra rete e diventare al più presto un operatore indipendente, con l’obiettivo di avere, a fine 2019, 3.500 siti radio installati”.

Ma, ha aggiunto Levi, “ci scontriamo come operatore su due cose: i limiti delle emissioni elettromagnetiche che sono di un livello estremamente inferiore rispetto a tutti gli altri Paesi europei e la disomogeneità dei regolamenti urbanistici in Italia: a seconda del Comune e della Regione ci troviamo ad affrontare procedure estremamente diverse che vanno a rallentare lo sviluppo della nostra infrastruttura”. Un tema, dunque, ha sottolineato “per noi di primaria importanza”.

L’amministratore delegato di Iliad Italia ha espresso un parere favorevole sul Ddl in discussione in Commissione sulla trasparenza delle tariffe telefoniche.

“Siamo assolutamente allineati con lo spirito della norma – ha evidenziato – Crediamo che la trasparenza debba essere una ‘conditio sine qua non’ e che abbia creato maggiore consapevolezza negli utenti del nostro settore. Guardiamo con favore anche un rafforzamento del ruolo di vigilanza dell’Agcom”.

Per il manager è pero necessario “chiarire meglio la portata della norma, ovvero se questo divieto è riferito ai primi 6 mesi oppure è totale”. “Crediamo possa esser chiarito meglio – ha puntualizzato- pur ribadendo che è un provvedimento che non ha un impatto diretto su di noi, essendoci noi già impegnati a non effettuare rimodulazioni né adesso, né dopo 6 mesi e né più tardi. Riguardo all’indicazione di tutte le voci di costo dei servizi preattivati e opzioni, il ‘costo totale’, siamo totalmente d’accordo. Le nostre offerte hanno una serie di servizi ‘ancillari’ che noi offriamo gratuitamente”.

Infine i numeri dell’azienda. La compagnia ha un “fatturato di circa 80 milioni di euro nel primo trimestre 2019”, ha sottolineato Levi, “circa 400 dipendenti”, in crescita, di cui “circa il 90% a tempo indeterminato”; numero che, con il lavoro indiretto e l’indotto arriva a “più di 3mila posti in Italia’; inoltre ha “12 uffici sul territorio e circa 200 punti vendita”. Levi ha riferito ancora che, dopo un anno dalla partenza commerciale, Iliad Italia ha “più di 3,3 milioni di utenti attiv”’ e in brand è conosciuto “più di quattro italiani su cinque”.

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