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MEASURING THE INFORMATION SOCIETY

Internet, Itu: connesso un terzo della popolazione mondiale

Il Measuring the Information Society 2012 rileva 2,3 miliardi di internauti. In Cina il 23% degli utenti totali. Traina la banda larga mobile che cresce con tassi del 40%. Italia al 29° posto della classifica

11 Ott 2012

Federica Meta

Più di un terzo della popolazione mondiale è connessa a Internet. A dirlo un rapporto dell’Itu, l’ agenzia dell’Onu diffuso oggi. “Lo sviluppo dei servizi a banda larga nel mondo ha favorito un aumentato dell’11% del numero di utenti Internet in tutto il mondo nell’ultimo anno – spiega l’Unione internazionale delle telecomunicazioni- All’inizio del 2012, erano 2,3 miliardi gli internauti nel mondo, vale a dire più di un terzo della popolazione della terra”.

Secondo il Measuring the Information Society 2012 – questo il nome del report – gli abbonati al servizio con la banda larga mobile internet – la banda larga mobile cresce con tassi del 40% – sono due volte più numerosi degli utenti di internet a banda larga fissa. Non solo, ma la percentuale di famiglie con connessione a internet è aumentata del 14% tra il 2010 e 2011. A fine del 2011, un terzo (600 milioni) di 1,8 miliardi di famiglie identificate nel mondo ha avuto accesso a internet. Alla Cina va il primato di utenti internet con il 23% degli internauti di tutto il mondo.

Per quanto riguarda i singoli Paesi, l’Italia si colloca al 29° posto nella classifica 2011 sulle tecnologie Ict. Una posizione immutata rispetto alla classifica 2010, così come i vertici della graduatoria che confermano la Corea del Sud al primo posto, seguita da Svezia, Danimarca, Islanda e Finladia.

Commentando la classifica 2011 (che esamina 155 Paesi in base al accesso uso e competenze per le Ict) l’Itu osserva che tra i primi dieci paesi, il solo nuovo arrivato è il Regno Unito, passato dal 14° al 9° posto nel 2012.

Il rapporto evidenzia come l’Ict sia diventato un fattore importante di crescita economica. Nel 2010 le esportazioni mondiali di prodotti Ict rappresentavano il 12% del commercio mondiale e ben il 20% nei paesi in via di sviluppo. I ricavi globali di servizi di telecomunicazioni ha raggiunto 1,5 miliardi di dollari nel 2010, pari al 2,4% del prodotto interno lordo mondiale (Pil). Nello stesso anno, gli investimenti (in termini di spesa capitale) in Tlc ammontano a più di 241 miliardi ovvero circa il 2% del totale mondiale investimenti fissi lordi. L’Italia figura nell’elenco dei venti primi mercati, all’ottavo posto, dietro a Usa, Giappone, Cina, Brasile, Germania, Francia e Uk.

“Le cifre – spiega l’Itu – evidenziano l’importanza che ricoprono i ricavi da Tlc nei paesi in via di sviluppo, soprattutto nella recente crisi economica. Tra il 2007 e il 2010 sia i ricavi da telecomunicazioni sia gli investimenti hanno continuato a crescere del 22% nei mercati emergenti, mentre nei mercati maturi il fatturato è in stagnazione. I Paesi in via di sviluppo sono diventati sempre più attraenti per gli investimenti diretti esteri”.

Da inizio 2011 tra i primi 20 mercati delle telecomunicazioni a livello mondiale in termini di fatturato i primi nove sono rappresentati da paesi in via di sviluppo: tra cui Brasile, Cina, India e Messico. Secondo l’Itu, però, i Paesi emergenti hanno bisogno di un livello di investimenti in servizi avanzati più alto soprattutto perché le infrastrutture Ict sono ancora limitate.

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