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L'INTERVISTA

Internet of human, Orsini (Intermatica): “Wearable e sensori per la sicurezza delle persone”

Il vicepresidente della società specializzata in soluzioni integrate e globali per la telefonia fissa e mobile satellitare: “Con la nostra area di R&D continuiamo a sviluppare soluzioni che integrano tecnologie satellitari e tecnologie più legate al mondo dell’IoT: per alcune aziende l’ ‘always on’ è sinonimo di safety dei dipendenti”

02 Lug 2019

Antonello Salerno

Se l’internet of things è il collegamento in rete degli oggetti, protagonista nel campo delle smart city e dell’industria 4.0, lo stesso modello può essere utilizzato in altri ambiti mettendo al centro le persone e la loro sicurezza. E’ quello che in Intermatica, società di tlc e servizi telefonici specializzata in soluzioni integrate e globali per la telefonia fissa e mobile e satellitare, hanno ribattezzato come “Internet of human”. A spiegare questo concetto in un’intervista a CorCom è il vicepresidente Marco Orsini: “Nella nostra attività di ogni giorno collaboriamo con realtà operative come la Croce Rossa, la Protezione civile, il Soccorso alpino e i Vigili del Fuoco, ma anche con utilities dell’energia e dell’Oil&Gas, con cui ci relazioniamo per la fornitura di sistemi di telecomunicazione satellitare per la sicurezza e resilienza delle loro infrastrutture – spiega – Tutte esperienze che ci hanno aiutato a capire che la safety è sempre più strettamente collegata alla possibilità degli operatori sul campo di essere ‘always on’, in termini di servizi voce e dati broadband, anche e soprattutto dove e nei momenti in cui i servizi tradizionali non sono disponibili per congestione, eventi catastrofici o più semplicemente perché non c’è copertura. Lo studio delle nuove tecnologie trasmissive legate al mondo dell’IoT, sicure, efficienti e basate sull’ottimizzazione dei consumi, in grado di utilizzare device periferici a batteria, ci hanno portato a mettere a punto nuovi sistemi integrati utilizzabili dal personale operativo delle infrastrutture critiche, che si tratti di LoRaWan, Bluetootth o Lte Narrow band. Con la nostra area di R&D continuiamo a sviluppare soluzioni che integrano tecnologie satellitari e tecnologie più legate al mondo dell’Iot, in particolare sensori industriali, sensori “wearable” “indossabili”, valigette di pronto utilizzo “fast deployment”, assimilabili all’area che concettualmente viene definita Internet of Human.

Che tipo di riscontri arrivano dal mercato per questo genere di soluzioni?

Il mercato è sempre più sensibile ai temi della sicurezza, ed è sempre più cosciente che le nuove tecnologie sono molto utili in questo contesto. Ma la divulgazione e la sensibilizzazione sono sempre stati e saranno passi non semplici. La mission di Intermatica è sempre stata di rendere le Comunicazioni e le Tecnologie accessibili ovunque e per tutti, accompagnando i nostri partner in due modi: con la personalizzazione delle soluzioni a seconda delle esigenze, e con la fornitura di sessioni di formazione e di aggiornamento presso la nostra sede o presso la sede del cliente, sempre più attento alle soluzioni integrate “pronte all’uso”.

E i lavoratori potenzialmente coinvolti come accolgono queste novità?

Abbiamo un buon riscontro, il personale operativo dei corpi di pronto intervento e soccorso che lavora in ambienti potenzialmente a rischio ha ormai raggiunto un elevato livello di sensibilità ai dispositivi di protezione individuale. Anche se alcune volte, facendo i conti con il rispetto delle normative sulla privacy del lavoratore, si deve scendere a compromessi che in qualche modo riducono e limitano lo storage dei dati, qualitativamente e quantitativamente.

Ci può fare un esempio?

E’ il caso del nostro dispositivo indossabile, un vero e proprio orologio dotato di sensori che possono rilevare e trasmettere in tempo reale dove si trova e il percorso fatto dal lavoratore, se è in attività o è caduto – il famoso “man down” – quindi si trova in pericolo, di rilevare le funzioni vitali dal battito cardiaco e di indicare sul display la strada per ritrovare il mezzo o il punto da cui è partito, in caso di nebbia e neve. Poi ci sono altre funzioni più comuni come temperatura, altitudine, cambiamenti atmosferici. Tutte queste informazioni servono esclusivamente a proteggere il lavoratore, ma sono anche “dati sensibili” che devono essere opportunamente gestiti in tempo reale e magari non memorizzati. Sta all’azienda fare in modo che il lavoratore non percepisca questi dispositivi come un sistema “di controllo”, bensì esclusivamente come strumenti per la sicurezza.

Quali applicazioni future è possibile immaginare per l’Internet of human?

Molto di quello che è possibile realizzare con l’Internet of Things interagisce necessariamente con l’essere umano, quindi si trasforma in Internet of Human. Tanto per dare un’idea, sviluppi interessanti potrebbero riguardare l’area della medicina e della salute, il fitness, l’assistenza sanitaria verso gli anziani che possono avere problemi di cognizione e memoria, fino all’automotive con dispositivi che possono rilevare i momenti di defiance del guidatore. Tutti sistemi che sono sempre meno invasivi, più indossabili, semplici da usare, in grado di aiutare non solo in caso di pericoli sul lavoro, ma anche nella normale vita quotidiana.

Allarghiamo lo sguardo più in generale alla vostra attività di ricerca e sviluppo: su cosa state puntando con più convinzione?

Nello specifico della Safety abbiamo in campo due attività principali: la realizzazione di un completo ecosistema per monitorare la sicurezza del lavoratore durante le fasi di salita/discesa da un traliccio, che evidenzi l’uso improprio o il non uso dei ganci di arrampicata, dell’elmetto di sicurezza e dell’imbragatura, tutti collegati a un personal gateway indossato dal lavoratore che trasmetterà dati e situazioni anomale verso il sistema centrale e verso il personale responsabile a terra. Stiamo poi perfezionando la nostra valigetta Personal Dynamic LoRa, che integra tecnologie trasmissive satellitari, tecnologie VoIP e LoRa.

E nel campo della tutela del patrimonio?

Stiamo lavorando su sensori per i tralicci, per verificarne l’assetto e la stabilità, estendendo il monitoraggio e la verifica anche al corretto funzionamento delle parti “nevralgiche” della struttura. Ma abbiamo in progetto anche i sensori da applicare alle bobine di cavi, in grado di tracciarne gli spostamenti o eventuali tentativi di furto, e i sensori per monitorare l’apertura e la chiusura di botole e tombini, ad esempio per i serbatoi del carburante. Tutti dispositivi che utilizzano tecnologie trasmissive LoRa e che permettono di poter installare “sensori di campo” wireless con batterie di lunga durata, fino a 3/5 anni, con notevoli risparmi impiantistici.

Rimane il comparto Health…

In questo campo stiamo testando dispositivi portatili per il monitoraggio cardiologico che in associazione con sistemi satellitari permettono al medico o al paziente di poter effettuare un elettrocardiogramma e poterlo inviare per il riscontro specialistico ovunque ci si trovi. Una ulteriore dimostrazione del fatto che Intermatica, oltre a integrare apparati e dispositivi di tutti gli operatori satellitari più importanti, sviluppa al proprio interno sia la parte hardware custom che quella software/firmware, avvalendosi in alcuni casi anche di partner terzi specializzati per la produzione, ai quali forniamo le specifiche tecniche da seguire per la realizzazione.

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