Internet of Sense e Brain Cloud: Zte avvia il "cantiere" 6G - CorCom

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Internet of Sense e Brain Cloud: Zte avvia il “cantiere” 6G

Il team di ricerca già impegnato sul prossimo standard mobile nonostante non arriverà prima del 2030. Intelligenza artificiale, realtà aumentata e quantum computing i tre ingredienti della ricetta futura

25 Mar 2020

Patrizia Licata

giornalista

Mentre le telco lavorano sul roll-out di reti e servizi 5G le aziende cinesi già si proiettano nel futuro delle telecomunicazioni di sesta generazione, il 6G. È il caso di Zte, il cui direttore della ricerca 6G, Fang Min, già è al lavoro col suo team per rendere la prossima generazione delle Tlc mobili realtà nel 2030.

Min è intervenuto al 6G Wireless Summit, l’evento annuale che quest’anno si è tenuto in video conferenza. “La rete 6G dovrebbe essere capace di sostenere un picco di data rate di 1 Tbps, un data rate per utente di 20 Gbps e una capacità di traffico di 100 Gbps”, ha spiegato il top manager di Zte.

Inoltre, questa tecnologia permetterà di sostenere una serie di nuovi servizi oggi impossibili senza una straordinaria capacità di trasporto dei dati, come la Internet of Sense (principalmente applicazioni di realtà aumentata e virtuale), l’Internet dell’AI e l’Internet dell’Industria, un’evoluzione di Industria 4.0.

Min ha anche citato nuove tecnologie come la “connettività 3D” e le comunicazioni “new horizon”, di cui fanno parte il “brain cloud” o il “qubit”, il cuore del quantum computing.

La ricerca sul 6G deve iniziare ora

Il team di Zte sta attualmente sviluppando quello che il direttore della ricerca sul 6G Min ha definito una “archietttura intelligente” per la nuova tecnologia, che include “radio, copertura e evoluzione intelligenti”.

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Ma per portare questa visione nella realtà Ming afferma che il 6G non deve essere pensato una nuova fase da sviluppare dopo il roll-out del 5G. Invece l’industria deve impegnarsi  nella ricerca su questa nuova tecnologia di qui al 2023 perché solo così l’implementazione commerciale sarà possibile nel 2030.

Ovviamente, per quanto il 6G si preannunci come la prossima grande rivoluzione industriale, per le telco, ancora alle prese con gli ingenti investimenti richiesti dal 5G, occorreranno enormi sforzi finanziari e sarà fondamentale capire le modalità di monetizzazione.

La corsa della Cina

Non è solo Zte a impegnarsi con convinzione sul 6G: sulle reti di comunicazione mobile tutta la Cina si è messa a correre. Mentre è ancora impegnata nelle implementazioni del 5G, la Tigre asiatica ha fatto partire la ricerca e sviluppo sullo standard successivo: il ministero della Scienza e della tecnologia cinese ha reso noto a novembre scorso che istituirà due gruppi di lavoro specificamente rivolti alle attività di R&D sulle reti mobili di sesta generazione.

Il primo gruppo unirà gli enti governativi con competenze nelle Tlc e nella ricerca e si occuperà di promuovere e indirizzare la ricerca e sviluppo sul 6G. Il secondo sarà invece composto da 37 università, centri di ricerca e aziende che si dedicheranno alle specifiche tecniche del 6G e forniranno consulenza al governo.

Il vice-ministro della Scienza e tecnologia Wang Xi ha ammesso che il 6G è agli albori e ancora mancano standardizzazione e chiari scenari di applicazione. Ma i vendor cinesi guardano avanti: lo scorso settembre sul 6G è intervenuto anche il ceo di Huawei, Ren Zhengfei, affermando che la sua azienda sta lavorando sul nuovo standard; la tecnologia muove ora i primi passi e la commercializzazione avverrà tra alcuni anni.

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