Internet, tranciati i cavi sottomarini. Sfiorato il blackout in Sardegna - CorCom

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Internet, tranciati i cavi sottomarini. Sfiorato il blackout in Sardegna

Ripristinato il collegamento Olbia-Civitavecchia, ma il Consorzio Sanna lancia l’allarme: “Troppi incidenti del genere, costi di riparazione a quota 2,5 milioni dal 2005 al 2017”

28 Ago 2018

Scongiurato un black-out digitale in Sardegna. E’ stato infatti ripristinato il cavo di collegamento sottomarino Olbia-Civitavecchia, tranciato lo scorso venerdì a 48 Km da Olbia. Funziona regolarmente anche il cavo tra Cagliari e Mazzara del Vallo. Lo fa sapere il Consorzio Janna (partecipato al 49% dalla Regione sarda), costituita nel 2002 per la realizzazione del collegamento telematico, attraverso cavi sottomarini di fibre ottiche, tra la Sardegna e la Penisola.

“Esprimiamo tuttavia la nostra preoccupazione per il ripetersi di questi incidenti, sia vicino le coste che in mare aperto – dice il Consorzio – Dal 2005 ad oggi, infatti, sono ben quattordici i casi di cavi tranciati. Dodici casi si sono verificati nel tratto Cagliari – Mazara del Vallo, e due nel tratto Olbia – Civitavecchia. Tutti (salvo uno) sono avvenuti a poche miglia dalla costa di Cagliari, alcuni addirittura molto vicini alle zone di approdo”.

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Secondo Janna, “i danneggiamenti comportano non soltanto complesse riparazioni in mare (in condizioni ottimali servono in media 2 settimane di lavoro con navi e personale specializzato), ma soprattutto costi che, dal 2005 al 2017 compreso, hanno superato i 2,5 milioni di euro”.

Le cause di questi incidenti sarebbero ascrivibili per la maggior parte “ad attività di pesca e in misura minore ad attività di ancoraggio in aree vietate, nonostante i cavi siano debitamente segnalati sulle mappe nautiche con il relativo divieto, nei loro pressi, sia di pesca che di ancoraggio. Ancora oggi conclude il Consorzio – per nessuno degli incidenti è stato possibile risalire ai responsabili e questo rende più inquietante il rischio che tali episodi possano verificarsi altre volte, con gravi ripercussioni sull’economia sarda”.

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