L'OPERAZIONE ARDIAN

Inwit, cambio al vertice: lascia l’Ad Giovanni Ferigo

Si dimettono anche quattro consiglieri non esecutivi: Giovanna Bellezza, Sabrina Di Bartolomeo, Rosario Mazza e Agostino Nuzzolo, per effetto degli accordi nell’ambito della cessione del controllo della tower company. Il 9 agosto il Cda sarà chiamato a fissare la data dell’assemblea degli azionisti

05 Ago 2022

Antonello Salerno

giovanni ferigo

Si dimettono dal consiglio d’amministrazione di Inwit l’amministratore delegato Giovanni Ferigo e quattro consiglieri non esecutivi: Giovanna Bellezza, Sabrina Di Bartolomeo, Rosario Mazza e Agostino Nuzzolo. La decisione segue al perfezionamento dell’accordo di cessione delle azioni di Daphne 3, holding che detiene una quota del 30,2% della societa delle torri, che Tim aveva concordato il 14 aprile con un consorzio di investitori guidato dal fondo Ardian.

A seguito del closing dell’operazione, arrivato ieri sera, “l’intero Consiglio si intende dimissionario – si legge in una nota di Inwit – ai sensi dell’art. 13.18 dello statuto sociale di Inwit, fermo restando che tali amministratori rimarranno in carica fino al momento in cui il Consiglio di Amministrazione sarà ricostituito per nomina assembleare”. Intanto per il 9 agosto è stata convocata la riunione del consiglio d’amminisitrazione in cui verrà decisa la data dell’assemblea degli azionisti che dovrà definire i nuovi vertici societari.

L’accordo per la cessione del controllo di Inwit divenuto operativo il 4 agosto dispone che Tim ceda al consorzio guidato da Ardian un’ulteriore quota del 41% della holding Daphne 3: il consorzio arriva ad avere così in portafoglio il 90% del capitale sociale, oltre che il pieno ed esclusivo controllo, di Daphne 3, mentre Tim mantiene una quota del 10% della holding.

“L’operazione – spiega Tim in una nota – si basa su una valutazione delle azioni Inwit pari a 10,4275 euro per azione. Il corrispettivo pagato a Tim è pari a circa 1,3 miliardi di euro. Tim ha altresì ricevuto il rimborso del prestito di circa 200 milioni di euro concesso al consorzio al momento della costituzione di Daphne 3. L’operazione – spiega l’operatore – è stata completata nel rispetto delle normative Antitrust e Golden Power”.

“Tim e il consorzio – conclude la nota dell’operatore – hanno inoltre sottoscritto un nuovo patto parasociale che riconosce a Tim alcuni diritti di governance di minoranza, sia su Daphne 3 che su Inwit, a tutela del proprio investimento, come è prassi in operazioni di questa natura”.

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