Kpn in vendita? La telco olandese nel mirino di Eqt - CorCom

IL TAKEOVER

Kpn in vendita? La telco olandese nel mirino di Eqt

La società valutata 9,4 miliardi di euro, che balzano a 16 miliardi se si include il debito. Per il fondo di private equity sarebbe l’acquisizione più grande di sempre e rafforzerebbe la sua presenza nel mercato Tlc dei Paesi Bassi dove è già in campo attraverso Delta Fiber

12 Ott 2020

Patrizia Licata

giornalista

L’operatore olandese Kpn potrebbe essere acquistato dalla società di private equity Eqt. Lo riporta l’agenzia Bloomberg sulla base di fonti confidenziali vicine all’operazione. Per Eqt si tratterebbe della più grande acquisizione di sempre, ma potrebbe rafforzare la sua presenza sul mercato olandese delle telecomunicazioni, dove già opera con Delta Fiber.

Le trattative sono in corso ma in fase preliminare e potrebbero non condurre ad alcun deal. Per ora le due parti stanno discutendo la fattibilità dell’accordo con dei potenziali advisor.

Kpn è valutata circa 9,4 miliardi di euro sul mercato azionario, o 16 miliardi includendo il debito. Le sue azioni si sono deprezzate del 15% da inizio anno: la telco olandese ha difficoltà a far ripartire le vendite e continua a perdere clienti. Alla pubblicazione della notizia su Bloomberg, il titolo Kpn ha aperto in rally di oltre l’8% nella seduta ad Amsterdam.

Kpn target di M&A

Già l’anno scorso Bloomberg scriveva che Kpn era finita nel mirino di un investitore, la canadese Brookfield asset management, che aveva avviato delle trattative con due fondi pensione olandesi per presentare l’offerta. Allora la telco aveva un valore di mercato di 10,6 miliardi di euro (al 30 gennaio 2019). La notizia aveva fatto schizzare il titolo Kpn in Borsa, ma da Brookfield non è mai arrivata un’offerta e l’operazione non si è concretizzata.
Da allora, però, il governo olandese ha approvato una legge che protegge gli operatori telecom, quotati in Borsa, da acquisizioni “rischiose”. Il governo può così bloccare takeover per motivi non solo finanziari, ma politici o strategici.
La stessa Kpn ha istituito un organismo (Kpn foundation) per salvaguardarla dalle offerte non sollecitate e dai takeover ostili, ed è grazie a questo meccanismo che ha respinto le avances di America Movil.
EQT possiede in Olanda Delta Fiber Netherlands, il secondo maggiore operatore Ftth del paese dopo Kpn. Possiede gli operatori Delta, Caiway e Cbizz e sta attivamente estendendo la sua rete in tutti i Paesi Bassi. EQT ha anche investito in altri operatori telecom in Europa, come Deutsche Glasfaser (Germania), Melita (Malta) e GlobalConnect (Scandinavia).

Ricavi sotto stress

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Da oltre un decennio Kpn registra ricavi in flessione. Le azioni sono scese vicine ai livelli più bassi di sempre e la concorrenza degli altri big delle telecomunicazioni europei, come Vodafone, nonché dei nuovi entranti sul mercato olandese, si fa più intensa. L’azienda cerca di contrastare le perdite riducendo i costi e cercando nuove fonti di guadagno; l’anno scorso ha anche  nominato un nuovo Ceo, Joost Farwerck, che ha preso il posto di Maximo Ibarra.

Lo scenario di mercato per le aziende delle telecomunicazioni è, come noto, negativo. A inizio anno uno studio di Analysys Mason indicava che per le compagnie di Tlc dell’Europa occidentale il calo dei ricavi è ormai un trend consolidato: tra il 2019 e il 2024 le revenue derivanti dai servizi base per la connettività voce e dati scenderà del 5%. Gli operatori dovranno trovare delicato equilibrio fra riduzione dei costi dei servizi tradizionali, ormai sempre meno redditizi, e investimento in aree di crescita come l’Ict (sicurezza, data center, servizi cloud). Ma anche le telco che riusciranno a realizzare  un trade-off di successo vedranno diminuire i ricavi in termini reali; inoltre, l’aumentata concentrazione sull’Ict probabilmente abbasserà i margini di guadagno. Gli incumbent, in particolare, sono sotto stress e a volte privi di strategie di ampio respiro.

Lo studio citava anche Kpn, sottolineando come abbia effettuato nel 2017 diverse acquisizioni per allargarsi nel segmento Ict a maggior crescita, ma ha poi dovuto vendere tre di queste nuove unit nel 2019 per restringere il focus su un portafoglio convergente e semplificato per i clienti aziendali.

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