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L’Agcom scalda i motori sul “pacchetto” Ngn

Da gennaio 2010 via alla definizione di una disciplina transitoria per la fase di sperimentazione e prima commercializzazione dei servizi a banda larga su reti Ngn. Attenzione agli aspetti territoriali: si valuta la possibilità di regole differenziate a seconda delle aree geografiche

16 Dic 2009

Spinge l’acceleratore sulle Ngn l’Autorità per le garanzie
nelle Comunicazioni. A partire dal mese di gennaio l’Authority
presieduta da Corrado Calabrò sarà impegnata nella definizione di
una disciplina transitoria per la fase di sperimentazione e prima
commercializzazione dei servizi a larga banda su reti Ngn.

L’annuncio è stato messo nero su bianco nella delibera approvata
oggi dal Consiglio dell’Agcom, che conclude il procedimento sugli
obblighi (rimedi) cui è soggetta Telecom Italia nei mercati di
rete fissa (sia all’ingrosso sia al dettaglio) e che,
contestualmente, chiarisce definitivamente la relazione tra gli
impegni assunti dall’operatore di Tlc nel corso del 2008 e gli
obblighi individuati dall’Autorità.

Nel provvedimento , l’Autorità “nel tenere nel massimo conto
le osservazioni avanzate dalla Commissione europea nella lettera di
fine ottobre e gli esiti della consultazione pubblica nazionale,
conferma tutti gli obblighi sottoposti alla consultazione e, tra
questi, anche quelli in materia di sviluppo delle reti di nuova
generazione (Ngn)”. L’Agcom sottolinea, inoltre, che “alcune
misure sollecitate da Bruxelles in relazione alle reti Ngn,
verranno affrontate nel corso del 2010 nell’ambito di un apposito
procedimento, sulla scorta anche delle indicazioni del Comitato Ngn
Italia, cui, appunto, viene affidato il compito di definire delle
“Linee guida per la disciplina della transizione verso le reti
Ngn” (procedure di migrazione, unbundling della fibra ottica,
regole per il bitstream su fibra ottica).

A tal fine, l’Autorità “proseguirà nel monitoraggio della
concreta evoluzione delle reti di accesso di nuova generazione, con
attenzione anche agli aspetti territoriali, per valutare la
possibilità di graduare le misure regolamentari sulla base delle
diverse realtà geografiche”

L’obiettivo dell’operazione è evitare un “vuoto
regolamentare”, con i connessi rischi alterazione dei meccanismi
concorrenziali. “Con questa decisione, l’Autorità ritiene di
avere definito un impianto regolamentare innovativo, al passo con
il livello di concorrenza presente sul mercato finale dei servizi
di rete fissa. Questo impianto sarà maggiormente focalizzato sulla
disciplina dei servizi all’ingrosso, in quanto la competizione in
questo mercato passa ormai principalmente per le condizioni –
economiche e non – alle quali gli input intermedi vengono
acquistati dai concorrenti di Telecom Italia”.

Riguardo specificamente alle questioni che interessano Telecom
Italia l’Autorità ribadisce la decisione di rimuovere il
meccanismo di price cap per i servizi di accesso retail di Telecom
Italia, “in linea con quanto accaduto in quasi tutti i paesi
comunitari dove si sono consolidati importanti operatori
alternativi e sulla base dell’evidenza di un’effettiva
competizione di prezzo sul mercato”. Restano salve le tutele alle
categorie sociali disagiate e gli obblighi di servizio universale,
mentre “è sottoposta alla consultazione pubblica la proposta
relativa ai cosiddetti test di prezzo, ossia il meccanismo a
garanzia della replicabilità dei prezzi di tutti i servizi offerti
da Telecom Italia”.

Per i servizi all’ingrosso (il c.d. Listino d’accesso) la
delibera conferma che i prezzi resteranno fermi ai valori 2009 fino
alla applicazione del modello a costi incrementali, previsto per
maggio 2010.