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L’Antitrust argentino non molla la presa su Telecom

L’Authority pronta a ricorrere in appello contro la giustizia di Buenos Aires che vuole cancellare le inibizioni dei diritti politici di TI su Telecom Argentina

25 Giu 2010

La Cndc, l'Antitrust argentino, è pronta a fare appello contro
la
decisione
della giustizia locale di annullare le
risoluzioni
(prese dalla stessa Cndc), riguardanti l'inibizione per Telecom
di esercitare i "diritti politici" nella partecipata
Telecom Argentina e la sospensione dell'esercizio e della
cessione dell'opzione call vantata da Telecom sulla quota
detenuta dal gruppo Werthein in Sofora (azionista di Telecom
Argentina). Lo ha annunciato Humberto Guardia Mendonca,
vicepresidente della Cndc, in un'intervista a El Cronista. Il
vicepresidente ha spiegato che allo stato dell'arte,
"avendo la giustizia revocato le nostre misure, non possiamo
indicarne di nuove per non rinnovare il rispetto della call
option", quindi se ne deduce che Telecom ora potrebbe
esercitare l'opzione.

La questione da risolvere urgentemente – si legge – è "il
problema della competenza sui mercati". L'alto funzionario
dice che vi è in particolare un aspetto preoccupante: "la
Corte dice che non possiamo indicare misure cautelari o preventive
perché le considera di carattere giuridico. Noi crediamo che le
misure cautelari o preventive siano essenziali per preservare il
sistema di concorrenza in Argentina. Qualsiasi autorità di
concorrenza deve avere la possibilità di attuare misure
cautelari".
Humberto Guardia Mendonca spiega inoltre che la questione Telecom
è di grande importanza per l'enorme impatto che ha per due
ragioni: "si tratta di mercati tecnologici che sono essenziali
per la competitività dell'Argentina come nazione" e sono
aree che riguardano "il 90% della popolazione".