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L’Iptv non basta alle telco. Nel mondo vincono le “cablecom”

Secondo TeleGeography l’industria della tv via cavo sta erodendo il business delle Tlc: superati i 165 milioni di abbonati per banda larga e servizi voce

23 Set 2011

Anche se le telco tradizionali registrano parziali successi nel
contrastare la perdita di entrate dai servizi voce tramite
l’introduzione di nuovi servizi Iptv, le vere vincitrici sul
mercato delle telecomunicazioni sono le aziende del cavo, che
erodono quote importanti del business delle telecom nella voce e
nella banda larga, con un impatto molto più significativo sulle
loro performance finanziarie.

Secondo i dati del servizio di ricerca GlobalComms Pay-Tv di
TeleGeography, nel secondo trimestre 2011 le telecom di tutto il
mondo contavano 50 milioni di abbonati IpTv come parte dei loro
pacchetti dual o triple-play; tuttavia le aziende del cavo hanno
fatto molto meglio, superando i 100 milioni di abbonati per la
banda larga e i 65 milioni per i servizi voce.

"La crescita di abbonati alla banda larga e alla voce delle
società del cavo, a tutto danno delle telco, supera di gran lunga
la loro perdita di abbonati alla pay-Tv dovuta all’avvento
dell’IpTv, e l’Arpu sia del broadband che della voce è più
che doppio rispetto a quello dell’IpTv”, nota John Dinsdale di
TeleGeography. "Ci sono differenze a livello regionale, ma
globalmente, l’espansione delle aziende del cavo sul mercato
prima presidiato dalle telco è un cambiamento rivoluzionario, con
un impatto sulla loro crescita e sui risultati finanziari; al
contrario l’impatto dell’IpTv per le telco è stato solo
marginale”.