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IL RATING

Moody’s, la regulation zavorra le telco europee: outlook negativo

I ricavi non cresceranno nei prossimi 12-18 mesi: colpa della regole che limitano il consolidamento. A frenare la ripresa contribuisce anche la debolezza del Pil. Dal 5G benefici solo nel lungo periodo

31 Ott 2019

Patrizia Licata

giornalista

L’outlook per l’industria delle telecomunicazioni nella regione Emea sarà negativo per i prossimi 12-18 mesi: lo ha scritto Moody’s Investors Service nella sua relazione annuale sul settore. L’agenzia di rating spiega che non vede possibilità per le telco di tornare a far crescere i ricavi nel prossimo anno a causa del concorso di una serie di fattori: la pressione sui prezzi che scaturisce da un’agguerrita concorrenza di mercato, limiti al consolidamento imposti dalle regole e un rallentamento della crescita economica su scala europea.

Il 5G aiuterà dopo il 2020

Il roll-out delle nuove reti 5G e il lancio dei nuovi servizi abilitati dallo standard mobile di ultima generazione daranno un contributo alla crescita dei guadagni per le telco e miglioreranno l’outlook del mercato Emea, ma non nell’immediato. Nell’attesa che si concretizzino i vantaggi del 5G per i conti delle telco, è la pressione regolatoria a gravare sui conti e le prospettive di crescita degli operatori, sottolinea Moody’s.

Il peso del debito

L’agenzia di rating sottolinea che gli operatori telecom avranno limitata flessibilità finanziaria nel 2020; dovranno affrontare nuovi cicli di investimento senza godere di spazi di manovra. Alcuni gruppi in particolare, come Telefonica, Vodafone e Telecom Italia (Tim), continueranno ad avere alti livelli di debito. Ma non potranno evitare di spendere per via delle nuove regole che impongono l’espansione della copertura di banda larga fissa e mobile e il continuo miglioramento della qualità del servizio.

Il “fattore Huawei”

Un altro fattore negativo per il settore delle Tlc in Emea è l’incertezza su Huawei come fornitore. L’ostracismo nei confronti del colosso cinese delle attrezzature di rete potrebbe influire sulle decisioni di investimento degli operatori, sottolinea Moody’s.

La pressione degli investitori attivisti

La pressione sul valore dei titoli in Borsa potrebbe aprire le porte, secondo Moody’s, ad alcuni investitori attivisti, pronti a fare un deciso ingresso nel settore delle Tlc e a cercare mutamenti radicali nelle strutture organizzative, nelle politiche finanziarie e nelle strategie di business. Questo probabilmente spingerà gli operatori telecom a concentrarsi con maggiore attenzione su aspetti come la remunerazione degli azionisti rispetto alla mera riduzione del debito, ma ciò peserà ancor di più sui rating.

L’Europa orientale fa meglio

L‘industria delle telecomunicazioni soffre in Europa occidentale più che nelle altre aree Emea: per la Russia e le regioni Cee (Europa centro-orientale) e Mea (Medio Oriente e Africa) Moody’s prevede una crescita delle revenue.

L’agenzia di rating ha lasciato invariato a “stabile” l’outlook generale dell’industria telecom negli ultimi quattro anni, ma a settembre ha optato per un downgrade a “negativo” per le prestazioni sotto le attese degli operatori Tlc nei primi otto mesi dell’anno. L’industria dovrà tornare a crescita organica vicina all’1% per un periodo prolungato, in un contesto di crescita del Pil sostenuta, per riportare l’outlook a stabile, dice Moody’s.

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