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Lazio anti digital gap: entro il 2015 banda larga nelle aree rurali

La Regione mette sul piatto 5,6 milioni di euro per connettere in fibra ottica e tramite torri radio 52 aree dislocate nelle cinque province. L’assessore Birindelli: “Internet veloce essenziale per lo sviluppo del territorio”

19 Lug 2011

Accesso veloce a internet anche nei territori rurali e nelle aree
svantaggiate del Lazio. "Grazie a un Accordo di Programma
stipulato dalla Regione Lazio e il ministero dello Sviluppo
Economico sarà attuato entro il 2015 il potenziamento delle
infrastrutture per la connettività a banda larga nelle aree
rurali, con l'obiettivo di abbattere il divario digitale
esistente, migliorare la competitività del sistema delle imprese e
lo sviluppo economico e culturale dei territori rurali". Lo ha
rende noto Angela Birindelli, assessore alle Politiche agricole
della Regione Lazio. "La dotazione finanziaria complessiva per
realizzare il progetto- aggiunge Birindelli- è di 5,6 milioni di
euro, provenienti dall'attuazione di una specifica misura del
Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 (misura 321) riguardante
Servizi essenziali per l'economia e la popolazione rurale per
la realizzazione di reti tecnologiche di informazione e
comunicazione".

Gli interventi previsti riguarderanno principalmente la
realizzazione delle infrastrutture per la posatura della fibra
ottica nei contesti produttivi rurali con l'obiettivo di
giungere a una dotazione di servizi almeno fino a 20 Mbits,
nonché, in via subordinata, intende promuovere tecnologie
alternative, laddove l'investimento nelle opere
infrastrutturali risulti economicamente improponibile a causa delle
difficili condizioni geomorfologiche e della scarsissima densità
abitativa dei territori.

Il progetto d'intervento interesserà nello specifico le aree
rurali che, sulla base di una mappatura effettuata sul territorio
laziale, sono state definite "aree bianche", vale a dire
aree con servizi di banda larga assente o scarsamente diffusi (aree
C), o aree a bassa connettività (aree D). Nel Lazio sono 52 in
totale le aree rurali bianche C e D candidate a oggetto di
intervento, di cui 22 nella provincia di Frosinone, 18 nella
provincia di Rieti, 6 nella provincia di Roma, 3 nella provincia di
Viterbo e 3 nella provincia di Latina.

Le infrastrutture realizzate, quali connessioni in fibra ottica,
costruzione di torri radio, realizzazione di portanti radio a
microonde ad alta capacità, saranno progettate e costruite in modo
da poter essere successivamente offerte a tutti gli operatori di
telecomunicazioni (sia fissi che mobili) a condizioni eque e non
discriminatorie. Oltre agli interventi del Psr sulle "aree
bianche", il ministero per lo Sviluppo Economico sta
completando la messa in opera di un elevato numero di centrali
digitali sulle restanti aree territoriali, realizzate grazie a
fondi nazionali e comunitari. Il risultato della combinazione di
questi interventi porterà alla disponibilità del servizio di
banda larga sulla quasi totalità del territorio regionale.

"Un primato importante per la regione Lazio – sottolinea
Birindelli- per favorire una rapida ripresa economica, un passo che
alcune regioni in Europa hanno già fatto con grandi risultati. La
Regione deve aiutare tutti a trarre il massimo dalle tecnologie
moderne. La banda larga è uno strumento indispensabile per le
imprese nelle zone rurali, per mantenersi vitali e prosperare nella
produzione e nel reddito degli agricoltori. Programmare la
produzione, vendere i prodotti online, conoscere i prezzi sui
mercati internazionali, tutto questo sarà presto possibile per gli
agricoltori grazie alla nuova rete infrastrutturale. La
connettività sul territorio, oltre a favorire uno sviluppo
economico più integrato, potrà contribuire anche a ridurre
quell'isolamento fisico e geografico che grava sulle
popolazioni residenti nelle aree più marginali e remote della
regione".