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Le città protagoniste del “Love Planet Earth” di Telespazio

14 Dic 2010

Telespazio presenta l’edizione 2011 del Calendario “Love Planet
Earth”, dedicato quest’anno alle Città. Con immagini
satellitari, ottiche e radar, ad altissima risoluzione – elaborate
da e-Geos (Asi/Telespazio) – il Calendario 2011 illustra le
trasformazioni in corso sul nostro Pianeta, evidenziando il
processo continuo di trasformazione delle città e gli effetti di
questo sul territorio e sulle persone.

Le immagini riprese dallo spazio anticipano in molti casi i
rapporti demografici, e ci indicano le opportunità ma anche i
rischi per chi vive nelle megalopoli come nelle piccole città.
Oggi, oltre il cinquanta per cento della popolazione terrestre vive
o sta migrando nelle città, e le previsioni ci dicono che tra un
quarto di secolo due persone su tre vivranno in aree urbane.
Aumenta, inoltre, il numero delle megalopoli: concentrazioni di
oltre dieci milioni di esseri umani.

Tuttavia, primi segnali di rinnovamento arrivano da diverse parti
del Pianeta. Alcune città ripensano il proprio sviluppo e partono
interessanti esperimenti come Masdar City, vicino ad Abu Dhabi, o
PlanIT Valley, in Portogallo. Si tratta di progetti nei quali le
città sono concepite come veri e propri organismi viventi, capaci
di gestire e regolare il metabolismo urbano dei propri abitanti,
regolando la produzione, il consumo e lo smaltimento di acqua,
energia e rifiuti.

Il Calendario “Love Planet Earth 2011” si apre con
un’immagine satellitare dell’area del World Expo di Shanghai,
il maggior processo di trasformazione urbana di questi ultimi anni.
La città di Barisal in Bangladesh, ripresa dai satelliti radar
della costellazione italiana Cosmo-SkyMed, si trova invece in una
zona colpita di frequente da alluvioni: le acque del Gange
costituiscono per i suoi abitanti una fonte di vita ma anche una
terribile minaccia. La foto satellitare dell’isola siriana di
Arwad rappresenta simbolicamente come la pressione demografica
abbia provocato la saturazione dello spazio disponibile su quel
territorio.

La concentrazione della domanda di energia nelle grandi aree urbane
(circa il 75 % della produzione mondiale) viene spettacolarmente
testimoniata dall’immagine notturna del nostro Pianeta. Come,
invece, l’avanzata inarrestabile delle aree urbane possa
modificare in modo irreversibile il paesaggio e l’ambiente
circostante è mostrato significativamente con l’immagine
Cosmo-SkyMed della città di Sinop, in Brasile.

Infine, l’immagine di Detroit (Stati Uniti) introduce il tema
della riconversione delle aree industriali dismesse.
Un’opportunità di ripensare le grandi aree cittadine secondo
linee di sviluppo più sostenibili e rispettose della vita della
popolazione.