Le telco europee alla prova Covid: l'anno chiuderà in affanno, riflettori sul 2021 - CorCom

LE TRIMESTRALI

Le telco europee alla prova Covid: l’anno chiuderà in affanno, riflettori sul 2021

Telefónica registra una perdita netta di 160 milioni, Orange in “pareggio”, BT in linea con le aspettative, in lieve calo Swisscom. Incertezze sull’ultimo quarter 2020

29 Ott 2020

Domenico Aliperto

Le telco europee pagano lo scotto dell’emergenza sanitaria. A parte poche eccezioni, infatti, il terzo trimestre del 2020 ha portato un conto piuttosto salato per il comparto: contrazioni di fatturato e perdite di marginalità sono state registrate dai principali gruppi del vecchio continente che, non potendo ancora contare su un’offerta 5G in grado di bilanciare la perdita di valore dei servizi tradizionali, fanno fatica a reagire a una crisi che non accenna a placarsi.

Perdita netta di 160 milioni per Telefónica

Telefónica, per esempio, ha chiuso il terzo trimestre del 2020 con una perdita netta di 160 milioni di euro. I conti, come detto, sono pesantemente condizionati dagli effetti della pandemia globale: nel terzo trimestre i ricavi consolidati hanno registrato un calo del 12,1% attestandosi a 10,461 miliardi. Nello stesso periodo l’ebitda di gruppo è diminuito leggermente, attestandosi a 2,67 miliardi di euro (da 2,75 miliardi dello stesso periodo del 2019). Nei primi nove mesi del 2020 l’utile netto di gruppo ha registrato una flessione del 50% attestandosi a 671 milioni di euro.

Orange resiste all’impatto del Covid

Orange invece non ha riportato scossoni, con un fatturato di gruppo stabile a 10,58 miliardi di euro (+0,1% sul terzo trimestre del 2019). Il risultato è stato conseguito, ha comunicato l’azienda, grazie alla crescita delle sue vendite in Francia nonostante la crisi Covid. Orange ha anche confermato i suoi obiettivi per quest’anno ed ha anche annunciato la distribuzione a dicembre della prima tranche di dividendo 2020 pari a 0,40 euro per azione. Per il 2020 Orange prevede un dividendo complessivo di 0,70 euro. Nei primi nove mesi dell’anno, l’operatore di telecomunicazioni ha visto aumentare le proprie vendite dello 0,7%, a 31,35 miliardi di euro, beneficiando non solo di buoni risultati in Africa e Medio Oriente ma anche in Francia, il suo mercato più importante.

Swisscom, utili in lieve calo e outlook di fine anno confermato

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Swisscom, d’altra parte, ha chiuso i primi nove mesi del 2020 con un utile netto in calo dell’1,3% a 1,16 miliardi di franchi svizzeri e un fatturato in contrazione del 3% a 8,2 miliardi di franchi. Il gruppo, che ad agosto aveva ridotto le sue previsioni di entrate per il 2020 a causa degli effetti della pandemia, ha confermato l’outlook. “Per l’anno finanziario 2020, Swisscom prevede ancora entrate nette di circa 11 miliardi di franchi svizzeri, un ebitda di circa 4,3 miliardi di franchi e spese in conto capitale di circa 2,3 miliardi di franchi”. Se raggiungerà questi obiettivi Swisscom proporrà un dividendo invariato di 22 franchi per azione per l’esercizio 2020.

Bt punta al rimbalzo nel dopo-pandemia

British Telecom stima invece di distribuire un dividendo nell’esercizio 2021-2022 malgrado l’impatto negativo della pandemia globale sulle sue attività. Il gruppo ha annunciato in un comunicato stampa di confermare le sue aspettative per un reddito operativo lordo annuale tra 7,3 e 7,5 miliardi di sterline. La precedente stima indicava un range compreso tra 7,2 e 7,5 miliardi di sterline, contro i 7,9 miliardi dell’anno precedente. Bt spera addirittura di poter tornare a 7,9 miliardi entro il 2022-2023, contando su un rimbalzo dell’attività dopo la pandemia. Il gruppo, infine, prevede di pagare nuovamente un dividendo per il 2021-2022.

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