IL REPORT MEDIOBANCA

Le telco sul podio mondiale per intensità di investimenti

Valori superiori alla media per incidenza sui ricavi: 14,4% contro il 9,6% delle websoft che però battono le telco per giro d’affari con un aumento del 7,8% versus il 4,5% anno su anno. L’industria dei pagamenti digitali registra l’ebit margin più elevato in assoluto: 30,5%

Pubblicato il 04 Apr 2023

investimenti

Il giro d’affari delle multinazionali del settore WebSoft è aumentato in un anno del 7,8%, mentre quello delle Telco del 4,5%. È quanto emerge dal report sulle multinazionali mondiali a cura dell’Area studi di Mediobanca (QUI IL REPORT) che ha preso in esame 240 colossi per ricavi complessivi pari a 12,3mila miliardi di euro nel 2022 e capitalizzazione di 22,3mila miliardi, il 23% del valore complessivo delle borse mondiali.  Le Telco battono però le WebSoft per investimenti con valori superiori alla media per incidenza sui ricavi nell’ordine del 14,4%  contro il 9,6%. Un dato che fa balzare le telco al top della classifica.

Nel 2022 aumenti inferiori alla media, ma comunque a doppia cifra, per l’industria dei pagamenti digitali (+12,6%) che però registra l’ebit margin più elevato (30,5%; +1% anno su anno)

La classifica mondiale

Il giro d’affari delle maggiori multinazionali industriali mondiali è in crescita del +13,3% sul 2021, con tutti i settori in progressione. Si distingue l’Oil&Gas in accelerazione del +53,6%, seguito a distanza da automotive (+19,2%), metallurgia (+17,3%) e moda (+14,9%). A seguire l’industria dei Pagamenti Digitali (+12,6%), l’alimentare (+11,9%) e le bevande (+11,4%). Più contenuta la crescita dei produttori di aeromobili (+9,6%), case farmaceutiche (+8,9%), Gdo (+8,1%), WebSoft (+7,8%), elettronica (+6,8%), Media&Entertainment (+6,3%), telecomunicazioni (+4,5%) e Difesa (+4,0%). Tutti i settori hanno superato i livelli pre-pandemici, con l’eccezione dei produttori di aeromobili.

I campioni dell’ebit margin

L’incidenza del margine operativo netto sul fatturato (ebit margin) delle multinazionali è in leggera contrazione, al 16,4% (-0,2 punti percentuali sul 2021). La redditività premia ancora il settore dei Pagamenti Digitali con l’ebit margin più elevato (30,5%; +1%), seguito da quello dell’Oil&Gas (27,4%; +3,8%.) che subentra in seconda posizione alle case farmaceutiche (26,7%; +1,9%). Redditività sopra la media anche per l’elettronica (21,2%; -1,3%) e l’industria delle bevande (18,7%; -0,6%.). In coda i produttori di aeromobili con l’1,6% (+0,1%).

Gli investimenti

Nel 2022 gli investimenti segnano un incremento del 17,5% sul 2021, con tutti i settori in crescita e progressioni oltre la media per moda (+44,8%), Oil&Gas (+27,8%), produttori di aeromobili (+26,8%) e Gdo (+25,5%). Gli investimenti si attestano al 6,1% dei ricavi, con valori superiori alla media per telecomunicazioni (14,4%), elettronica (12,6%) e WebSoft (9,6%).

La struttura finanziaria

La struttura finanziaria è mediamente in miglioramento, grazie all’incremento dei mezzi propri (+0,2%) appena superiore a quello dell’indebitamento (+0,1%), con il capitale netto pari a 1,4 volte i debiti finanziari a fine 2022. Il settore Oil&Gas risulta il più solido (patrimonio netto 2,8 volte l’indebitamento), seguito da metallurgia ed elettronica (2,3) e WebSoft (2,0). In calo la liquidità (-2,7% sul 2021) che si attesta al 30,2% dei debiti finanziari a fine 2022. I big dell’elettronica risultano i più liquidi, seguiti da Oil&Gas e WebSoft.

La capitalizzazione

A fine 2022 la capitalizzazione del panel di multinazionali industriali tocca i 22,3mila miliardi di euro, in diminuzione del 9,8% sul 2021. In controtendenza i gruppi della Difesa (+27,1%), l’Oil&Gas (+20,8%), le case farmaceutiche (+8,2%), l’industria delle bevande (+2,6%) e i produttori di aeromobili (+0,8%). Mediamente le multinazionali presentano una capitalizzazione 3,4 volte superiore ai mezzi propri, con l’industria dei Pagamenti Digitali e il Pharma che riportano il rapporto prezzo su patrimonio netto più elevato (rispettivamente 6,0 e 5,5), mentre telecomunicazioni e metallurgia risultano fra i meno valorizzati dalla Borsa. A fine marzo 2023 la capitalizzazione aggregata segna 24,4mila miliardi di euro.

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