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L’efficienza delle reti non basta a ridurre i consumi: l’intelligenza artificiale chiave di volta



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L’uso di energia da parte delle telco continua a crescere, nonostante il calo di quella utilizzata per petabyte di traffico. A pesare le nuove infrastrutture, la domanda dei data center e le reti legacy ancora attive. DT, T-Mobile Usa, Telefónica e Swisscom best pratice: AI nelle stazioni base e a adeguamento dinamico real time delle prestazioni

Pubblicato il 14 mag 2026



consumi energia telco Analysys Mason
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Punti chiave

  • L’Environmental KPI tracker di Analysys Mason mostra aumento del consumo energetico totale (+9% 2021‑2024, +37% 2018‑2024) nonostante -44% del consumo energetico per PB.
  • Cause: nuove infrastrutture affiancate al legacy, apparati energivori e crescita dei data center; solo Deutsche Telekom, T-Mobile USA, Telefónica, Swisscom riducono il totale.
  • Soluzioni efficaci: uso di AI per ottimizzazione, dismissione del 3G, piattaforme digitali, approccio olistico alla rendicontazione e nuovi KPI per la sostenibilità.
Riassunto generato con AI

I consumi energetici delle telco continuano ad aumentare: lo evidenzia l’Environmental Kpi tracker di Analysys Mason, un monitoraggio semestrale sul fabbisogno di energia da parte degli operatori di telecomunicazioni (edizione del secondo semestre 2025, con dati sul 2025 a livello preliminare). Lo studio rivela che gli operatori globali non sono riusciti a ridurre il consumo energetico per petabyte (PB) di traffico con la rapidità necessaria per diminuire il consumo energetico totale.

Il paradosso è che il consumo energetico totale degli operatori di telecomunicazioni sia in aumento (del 9% tra il 2021 e il 2024 e del 37% tra il 2018 e il 2024) nonostante una riduzione del 44% del consumo energetico per PB di traffico.

Questa crescita è stata causata da diversi fattori, tra cui l’implementazione di nuove infrastrutture di rete accanto a sistemi preesistenti, l’aggiornamento delle infrastrutture con apparecchiature ad alto consumo energetico e la crescita della domanda di servizi per i data center. In tutto il settore, le strategie di gestione energetica non sono riuscite a mitigare queste pressioni al rialzo sul consumo energetico totale.

La buona notizia, però, è che ci sono telco più virtuose – in particolare, Deutsche Telekom, T-Mobile Usa, Telefónica e Swisscom – la cui esperienza insegna che l’uso dell’AI nella gestione della rete, la dismissione delle vecchie infrastrutture 3G, l’adozione di piattaforme digitali e un approccio olistico alla rendicontazione energetica permettono di ottenere migliori prestazioni di sostenibilità.

Telco e performance di sostenibilità, il KPI Tracker

Il tracker di Analysys Mason include oltre 100 operatori di livello 1 e 2 a livello mondiale, con più di 20.000 righe di dati e 200 serie di dati di benchmarking relativi a energia, emissioni, rifiuti e acqua. Il tracker ha inoltre aggiunto un benchmark per dipendente e per PB di traffico, per offrire una visione completa delle performance di sostenibilità nel settore globale delle Tlc.

Il report rivela che il consumo energetico per PB di traffico è diminuito del 44% tra il 2021 e il 2024, e i dati preliminari per il 2025 indicano ulteriori cali.

Il consumo energetico per PB di traffico è variato da 36 a 199 MWh/PB, con una media di 83 MWh/PB (dati dii 30 telco globali; l’energy per PB di traffico è calcolata dividendo il consumo totale di energia, o MWh, per il volume di traffico totale in PB). Gli operatori nella fascia più alta di questo intervallo gestiscono reti di grandi dimensioni e geograficamente disperse e non hanno ancora dismesso completamente le infrastrutture obsolete.

In media, gli operatori hanno utilizzato il 44% in meno di energia per PB di traffico nel 2024 rispetto al 2021. E, anche se solo dieci operatori del campione abbiano fornito dati per il 2025, sembra che il trend negativo continuerà, con un’ulteriore diminuzione del 9% del consumo energetico medio per PB di traffico tra il 2024 e il 2025.

Il paradosso: le telco hanno usato meno energia per PB di traffico

AIS ha registrato la maggiore riduzione in MWh/PB, pari al 76% tra il 2021 e il 2024, seguita da un ulteriore calo del 2% nel 2025. Questo forte calo è stato determinato principalmente da una significativa crescita del traffico, superiore al 500% tra il 2021 e il 2025. Infatti, AIS ha segnalato un aumento del 32% del consumo energetico totale nello stesso periodo.

T-Mobile USA ha registrato la seconda maggiore riduzione del consumo energetico per PB di traffico, pari al 71% tra il 2021 e il 2024. Nonostante un aumento del traffico di oltre il 200%, l’azienda ha ridotto il consumo energetico totale del 7%, in concomitanza con la disattivazione della rete 3G di T-Mobile nel 2022.

T-Mobile USA ha evidenziato l’ottimizzazione basata sull’intelligenza artificiale presso le stazioni base e l’adeguamento dinamico delle prestazioni delle apparecchiature in base ai modelli di traffico in tempo reale, come strategie chiave per la gestione energetica.

I consumi energetici totali sono in aumento

Tuttavia, nota il monitoraggio, le riduzioni del consumo energetico per PB di traffico possono essere fuorvianti, in quanto possono mascherare l’aumento del consumo energetico totale.

“I dati principali sulla riduzione del consumo energetico per PB di traffico possono essere fuorvianti, in quanto possono mascherare una forte crescita del consumo energetico totale. Solo pochi operatori – tra cui Deutsche Telekom, T-Mobile USA, Telefónica e Swisscom – sono riusciti a ridurre il consumo energetico totale con una rapidità tale da compensare l’impatto degli investimenti infrastrutturali e della crescita della domanda”, afferma Analysys Mason nella sua analisi dettagliata delle strategie adottate dagli operatori a livello globale per ridurre il consumo energetico complessivo.

Inoltre, a differenza del consumo energetico per PB, il consumo energetico per dipendente è generalmente in aumento di anno in anno. L’analisi del consumo energetico per dipendente rivela un’ulteriore serie di dinamiche interessanti per il settore.

Come abbattere il consumo per dipendente

Nel 2024, il consumo energetico per dipendente variava, a seconda della telco, da circa 10 MWh a 180 MWh, con una media di 72 MWh per dipendente.

I valori più bassi di consumo energetico per dipendente tra le aziende del campione sono stati registrati da Telus, Comcast e Proximus (rispettivamente 10,2 MWh, 32,4 MWh e 32,5 MWh per dipendente). Il dato di Telus riflette, in parte, l’espansione delle sue piattaforme digitali e dei servizi aziendali con il marchio Telus Digital, che sono relativamente meno energivori rispetto alle operazioni di rete, ma rappresentano oltre il 70% della sua forza lavoro.

Nell’intero campione, il consumo energetico medio per dipendente è aumentato del 7% tra il 2021 e il 2024. Telstra è stata l’azienda con la performance migliore, riducendo il consumo energetico per dipendente del 25%. Questo miglioramento riflette una riduzione del 20% del consumo energetico totale, ottenuta grazie a una combinazione di ottimizzazione degli impianti Hvac, implementazione della modalità di risparmio energetico, raffreddamento a liquido e dismissione della rete 3G nel 2024. La forza lavoro di Telstra è aumentata del 5% a seguito della crescita delle attività di servizi non strategici, contribuendo al calo del consumo energetico per dipendente.

L’operatore con le prestazioni peggiori ha registrato un aumento del consumo energetico per dipendente del 65% tra il 2021 e il 2024. Nel 2024, l’operatore ha deconsolidato le proprie infrastrutture di rete fissa, con una conseguente riduzione del personale del 48%, mentre il consumo energetico totale è diminuito solo del 15%.

Approccio olistico all’analisi e alla rendicontazione energetica

Secondo Analysys Mason, gli operatori devono adottare un approccio olistico all’analisi e alla rendicontazione energetica per valutare con precisione l’efficienza energetica e i rischi.

“Il programma Sustainable Networks offre una serie completa di parametri di riferimento – non solo per il consumo energetico per PB di traffico, per dipendente, per connessione e per dollaro di fatturato, ma anche per la ripartizione del consumo energetico per dominio di rete e per confronti tra diverse architetture, generazioni e tecnologie di rete – a livello globale, regionale e nazionale”, concludono gli analisti.

L’AI nelle telecomunicazioni: prospettive

L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle telecomunicazioni sta procedendo a ritmo accelerato anche con l’obiettivo di rendere sostenibile l’intero ecosistema digitale, come si deduce dall’analisi “Sustainable AI in Telecom: From Foundational Framework to Operational Priority, firmata da Ian Deakin, Principal Technologist di ATIS (Alliance for Telecommunications Industry Solutions), organizzazione con sede a Washington D.C. che riunisce alcune delle principali aziende globali dell’ICT per sviluppare standard tecnici e soluzioni operative su temi strategici come 5G, cybersecurit , IoT, blockchain e contrasto alle robocall.

Il punto centrale è che il settore delle telecomunicazioni sta passando da una fase di definizione concettuale a una dimensione operativa. L’intelligenza artificiale non è più solo uno strumento per migliorare l’efficienza delle reti, ma anche un sistema che deve essere progettato, gestito e scalato in modo responsabile dal punto di vista ambientale.

Ottimizzazione energetica e gestione intelligente dei workload

Un altro tema che sta rapidamente passando dalla teoria alla pratica riguarda l’ottimizzazione energetica dei carichi di lavoro.

L’analisi di Deakin sottolinea che allineare i workload AI con l’orario della giornata, le caratteristiche regionali della rete elettrica e le capacità infrastrutturali può ridurre l’impatto ambientale complessivo.

In questo contesto, emergono nuovi modelli operativi, nei quali l’intelligenza artificiale gestisce anche la propria sostenibilità, adattando dinamicamente il funzionamento delle infrastrutture.

Sostenibilità , ciclo di vita delle infrastrutture e performance

Se l’efficienza energetica resta una priorità, il perimetro della sostenibilità si amplia.

Deakin richiama l’attenzion delle telco su consumo idrico, rifiuti elettronici ed emissioni incorporate nell’hardware, fattori sempre più rilevanti nella pianificazione delle infrastrutture digitali.

In questo scenario entrano in gioco anche i principi dell’economia circolare: prolungamento del ciclo di vita delle apparecchiature, riuso dei componenti e gestione responsabile del fine vita.

Allo stesso tempo, Deakin ricorda che le reti di telecomunicazione hanno una missione primaria: garantire connettività affidabile e qualità del servizio. “La sostenibilità non può essere considerata isolatamente dalle prestazioni”, osserva l’analisi, evidenziando la necessità di utilizzare indicatori specifici – KPI e KVI – per bilanciare obiettivi ambientali e requisiti operativi.

Guardando ai prossimi due anni, l’evoluzione della sustainable AI nelle telecomunicazioni seguirà, secondo l’analisi di Deakin, alcune direttrici precise. Tra queste emergono reti consapevoli dell’intensità carbonica dell’energia, modelli AI più efficienti e specifici per le funzioni di rete, e nuove metriche ambientali integrate nella pianificazione infrastrutturale.

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