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Lenovo, la Ue dà l’ok all’acquisto di Motorola Mobility

Per la Commissione non comporta problemi di concorrenza. Il gruppo cinese aveva rilevato la società da Google per 2,91 miliardi lo scorso gennaio

27 Giu 2014

La Commissione Ue ha dato il via libera all’acquisizione di Motorola Mobility da parte del gruppo cinese Lenovo. Motorola Mobility era detenuta da Google. Secondo Bruxelles l’operazione non comporta problem di concorrenza.

Lenovo ha comprato Motorola Mobility da Google per 2,91 miliardi di dollari lo scorso gennaio. Mountain View ha mantenuto però gran parte dei brevetti.

Google aveva comprato i cellulari di Motorola nel maggio 2012 per 12,5 miliardi di dollari: all’epoca le principali analisi si concentrarono sullo spostamento strategico di Mountain View dal software Android all’hardware oltre che sul valore dei brevetti, probabilmente la ragione principale. Google ha però continuato a crescere con il suo sistema operativo open source diventando solido leader in termini di quote di mercato con diversi produttori. Motorola è rimasto un business separato senza dare particolari soddisfazioni, anche perché l’azienda fondata da Sergey Brin e Larry Page si è trovata nell’ambiguità strategica di un fornitore di sistema operativo che ha in casa un produttore di telefoni e che dunque potrebbe fare tutto da sé.
Google non ha mai fatto questo passo, sfruttando i brevetti di Motorola ma non la capacità produttiva: secondo Idc nel 2013 la quota di mercato è scesa da 2,3% all’1%. Mountain View ha potuto sfruttare i 3 miliardi di cassa di Motorola e ha ceduto il business dei set-top box per 2,35 miliardi di dollari. Ora si trova in una posizione che fa stare più tranquilli i partner, Samsung in testa, e i regolatori.

Lenovo, dal canto suo, è numero 1 al mondo nei pc e un tassello importante della strada verso la conquista della leadership è stato l’acquisto dei pc di Ibm nel 2005. Il gruppo cinese è cresciuto in maniera molto veloce negli smartphone, fino a diventare il terzo produttore al mondo dopo Samsung e Apple, grazie soprattutto al mercato cinese.

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